“Non parlerei di opera, ma di presenza costante, perché ciò che conta per loro è creare delle relazioni significative… Quando sei con loro nel quotidiano ad ascoltarli, allora hai conquistato i loro animi… …l’opera dev’essere sempre accompagnata dalla concretezza dei gesti, perché in quelle case senza luce, senza nulla, io ho sperimentato la vera comunione […]
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“A ricordarla… relatori appassionati e preparati. Coordinati dalla giornalista Susi Ronchi hanno raccontato di lei Tonino Loddo, esperto di storia, Suor Adele Bollati Figlia della Carità, e il professor Tagliente, direttore del museo delle carceri in cui operò la suora e presidente dell’associazione “Nessun uomo è un’isola”.” https://www.vistanet.it/ogliastra/2018/03/10/ffesta-delle-donne-lanusei-si-ricorda-suor-giuseppina-demuro-40-anni-al-servizio-del-prossimo/ Nella foto: Adriana Cantore
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“Dalla nostra primitiva sorgente deve sgorgare la stessa carità espressa in nuove forme, ma sempre la carità di san Vincenzo e santa Luisa dal genio inventivo, che ci guiderà verso nuove forme di servire Dio nei poveri. La stessa umiltà, la stessa semplicità devono guidare la nostra maniera di essere. Tutti, domani, anche senza vedere […]
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“Le suore dell’ ospedale unitamente alle crocerossine in tempo di guerra, nei vari ospedali militari, rappresentarono un simbolo di dedizione e di amore verso il prossimo ampio e visibile come quei larghi copricapo di tela che indossavano che le facevano apparire come veri e propri «angeli delle corsie».” Per tutto l’articolo cliccate qui sotto: http://www.gazzettadiparma.it/news/news/469750/le-sori-caplon-ni-angeli-in-corsia.html
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“L’ospedale nasce non da una costruzione di mattoni, ma da quattro bambine ammalate di scrofola, ricoverate in una stanza attigua all’orfanotrofio dei Santi Crescenzio e Crescentino. L’assistenza, nei primi anni di vita dell’ospedale, è affidata a quattro suore vincenziane, un medico clinico e due medici chirurghi, di cui uno astante, due infermiere e un […]
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“Centocinquant’anni e non sentirli…. Crescendo sempre più, si pensi che se agli inizi degli anni ’80 del secolo scorso, la Casa ospitava 50 anziani autosufficienti, assistiti e curati anche quando sopraggiungeva la perdita di autonomia, oggi accoglie 87 anziani non autosufficienti, suddivisi in quattro nuclei. A gestire la Comunità della «Casa San Giuseppe» ci sono […]
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