"I grandi uomini sono quelli che non possiedono mai, in anticipo,
il piano del loro destino,
ma si sono lasciati condurre per mano da Dio"
.

Beato Federico Ozanam

Federico Ozanam, francese, nasce a Milano il 23 aprile 1813.

Nel 1816 la famiglia rientra in Francia e Federico compie gli studi a Parigi,
terminandoli all'Università della Sorbona, nella quale ottiene una cattedra nel 1844.
Nel corso degli studi con un gruppo di studenti cattolici,
organizza corsi di conferenze sulla fede,
che troveranno l'attuazione pratica nell'attività caritativa: "Andiamo ai poveri!".

Nascono così le Conferenze di San Vincenzo,
riunite nella Società San Vincenzo de' Paoli.
La prima riunione ufficiale avviene il 23 aprile 1833 e prepara le "visite" ai poveri,
con la guida e l'animazione di una umile Figlia della Carità: suor Rosalia Rendu.

Nel 1841 Federico sposa Amelia, che gli darà la piccola Maria.

Cultura e fede: su queste due basi, la "Società di San Vincenzo"
è presente in tutto il mondo; attualmente è vicina al milione di aderenti.

Federico muore a soli 40 anni, 1'8 settembre 1853.

Il 22 agosto 1997, a Parigi, Giovanni Paolo II lo proclama Beato.




"Mentre la predicazione
s'impadronisce dell'intelligenza
con la fede,
e la penitenza
s'impone alla volontà
con il timore,
la preghiera coglie ad un tempo queste due potenze
e ristabilisce l'unità dell'anima con l'amore,
che riunisce in un nodo tutte le facoltà umane.".





"Avremo un bel soccorrere l'indigente:
rimarremo sempre i suoi debitori
e non l'avremo umiliato trattandolo
come il prete che ci benedice.".





"La terra si è raffreddata; tocca a noi, cattolici,
di ravvivare il calore vitale che s'estingue,
tocca a noi pure di ricominciare l'era dei martiri.
Essere martire, infatti, è cosa possibile a tutti i cristiani;
essere martire è dar la vita per Dio e per i fratelli,
è dar la vita in sacrificio;
sia che il sacrificio venga consumato
d'un solo colpo come l'olocausto,
sia che si compia lentamente
e si consumi notte e giorno come l'incenso sull'altare;
essere martire è dare al cielo tutto ciò che se ne è ricevuto:
l'oro, il sangue, l'anima intera.
Questa offerta è tra le nostre mani,
questo sacrificio noi possiamo farlo;
tocca a noi scegliere su quali altari ci piacerà di portarlo,
a quale divinità consacreremo la nostra giovinezza e gli anni a venire,
a quale tempio ci daremo convegno:
ai piedi dell'idolo dell'egoismo
o al santuario di Dio e dell'umanità.".



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