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SUOR VINCENZA PUCCI


Suor Vincenza (Eleonora) Pucci nacque a Firenze il 1 luglio 1847, figlia dei Conti Attilio Pucci ed Elvira Semiani.

Entrò in Vocazione il 25 ottobre 1869, insieme alla sorella Maria, di un anno più giovane. Dopo il Seminario, suor Vincenza fu inviata alla Casa Provinciale di Torino.

Il 10 agosto 1882 fu nominata Suor Servente dell’Asilo di Racconigi e, solo tre anni dopo, nel maggio del 1885, fu scelta per guidare e servire la numerosa Comunità di Figlie della Carità presenti all’Ospedale Maggiore San Giovanni Battista di Torino.



Nel 1919, suor Vincenza Pucci, venne pubblicamente elogiata dall’allora Presidente dell’Ospedale, Calandra. Venuto a conoscenza della ricorrenza dei 50 anni di vita consacrata della suora, volle intervenire nel Consiglio, parlando delle

“grandi, innumerevoli benemerenze
nella pubblica assistenza cittadina”.

Volle che nei Verbali si dette atto dell’

“opera intelligente, amorosa che per oltre un trentennio,
con patrizia nobiltà di animo
ella aveva profuso a beneficio materiale e morale degli ammalati,
senza risparmio di fatica e di mezzi”.

A suor Vincenza Pucci venne conferita la Medaglia d’Oro honoris causa, solitamente conferita ai Primari benemeriti.

Nel 1926, Suor Vincenza Pucci, venne insignita della Medaglia d’Argento “al merito della salute pubblica” dal Capo del Governo.

Il 27 febbraio 1927, alla presenza delle massime autorità civili e religiose (fra le quali il Card. Arcivescovo Giuseppe Gamba e i Superiori della Missione), il presidente dell’Ospedale Maggiore San Giovanni Battista di Torino, generale medico Morino, elogiò le suore Margherita Ricci, Germaine Beaulier e Francesca Boldi per i loro 45 anni di esemplare servizio ai malati ed ebbe parole di alto encomio per l’ “impareggiabile” Superiora Vincenza Pucci:

“…ella accoppia ai sentimenti più fini di animo gentile
molta intelligenza, buona cultura, fermezza di carattere, molto tatto…
in 41 anni di servizio,
nessun malato grave venne a mancare
senza la sua personale assistenza, che continuò, poi,
anche fuori dell’Ospedale con soccorsi materiali,
impieghi ai disoccupati,
ricoveri ai bambini orfani e derelitti;
e tutto ciò con la massima segretezza”.




Suor Pucci non solo diresse un centinaio di Suore e curò esemplarmente gli infermi, ma fu incaricata anche di delicate mansioni nell’ambito economico ed amministrativo dell’Ospedale. Durante la guerra 1915–18 ebbe infinite premure per i militari ricoverati e così durante la “spagnola” degli anni 1919-20. La sua abnegazione venne encomiata dalle autorità.

Ella morì il 13 settembre 1933.
Così venne commemorata nel Consiglio dell’Ospedale:

“Per circa 50 anni suor Vincenza Pucci, al secolo contessa Eleonora Pucci,
era stata impareggiabile e fedelissima
Superiora delle Figlie della Carità
nella sede del San Giovanni”.

L’amministrazione si assunse le spese della sepoltura e della manutenzione della tomba nel cimitero generale di Torino.

Nel suo testamento, suor Pucci legava all’Ospedale le case di Forno Alpi Graie perché continuassero a servire al riposo estivo delle suore e delle infermiere dell’Ospedale.


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