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Pia Magnani nasce a Casale Monferrato il 6 luglio 1904. La famiglia è fortemente cristiana e discretamente benestante, il papà impiegato, la mamma casalinga. Pia Anna Maria, così fu battezzata, cresce serena, riservata ma molto generosa. Nella sua numerosa famiglia respira la tenerezza dell'Amore del Signore Gesù. E presto, due sorelle di Pia si lasciano attrarre da questa Bellezza ed entreranno l'una presso le Figlie d Maria Ausiliatrice e l'altra fra le Suore Dorotee.
    Pia guarda, riflette... e intanto consegue il diploma di abilitazione magistrale. All'Istituto San Vincenzo di via Canina, sempre a Casale, conosce le Figlie della Carità. Rimane impressionata dall' "urgenza" con cui esse servono i più poveri, in particolare i bambini e gli anziani.
    Suor Carolina Varvelli diventa la confidente, l'accompagnatrice spirituale di Pia. Conosce già la sua famiglia e ha notato l'intensa bontà e la vivace intelligenza della giovane. È a suor Carolina che Pia manifesterà per la prima volta il desiderio di consacrarsi a Dio nei Poveri. I genitori accoglieranno questa decisione come un ulteriore dono di Dio alla famiglia.

Nel 1927, Pia Magnani chiede a suor Rossignol, Visitatrice, di entrare nella Compagnia delle Figlie della Carità.

Il Postulato, prima tappa del suo cammino d'amore, avviene a Spinetta Marengo, sempre in provincia di Alessandria, vicino a casa. Insegnando ai bambini dell'Asilo San Giuseppe può esprimere le sue doti umane e spirituali e vivere in prima persona l'esortazione di Gesù ad imparare dai piccoli.

Il 2 luglio 1927, Pia entra in Seminario a San Salvario, la Casa Provinciale di Torino. Nel calendario liturgico del tempo è la festa della Visitazione di Maria: ricorrenza quanto mai significativa.
    La Direttrice, suor Zari, ne apprezza subito le belle qualità: umile, buona, intelligente, laboriosa, aperta con tutti e, soprattutto, innamoratissima di Cristo, alla ricerca di una intimità sempre più profonda con Lui. Davvero Pia mette al centro della sua vita Gesù. Ama soffermarsi di fronte al Tabernacolo, ma è subito pronta, disponibile ad accorrere al bisogno, traducendo l'orante contemplazione in contemplante servizio.

Il 9 agosto 1928, veste l'abito delle Figlie della Carità con la bianca cornetta. È destinata a Castellamonte, nel Torinese, dove la Compagnia opera nell'ospedale e nella scuola. Suor Pia prende il nome di Giuseppina e viene impegnata nell'insegnamento. La suor Servente della Casa ne sottolinea la grande riservatezza unita all'estrema generosità, all'instancabile spirito di servizio ed adattamento.

Il 2 luglio 1932, sempre festa della Visitazione, suor Magnani emette i Primi Santi Voti. La Santa Vergine, la Serva del Signore, diviene sempre più il suo modello.

Evidente è, in suor Giuseppina, il suo vivere in Cristo. Anche nelle minime cose, ella sa sempre dilatare gli orizzonti ed innalzare ad un livello soprannaturale. La vita consacrata al servizio dei Poveri esalta chi la fa propria. La carità invade sempre più il cuore di suor Magnani e si manifesta nel suo operare.

Nel 1950, suor Giuseppina diviene suor Servente della comunità presso l'Istituto Vedani di San Giovanni in Croce, fra Cremona e Parma. E, dopo sei anni, viene chiamata nel Consiglio Provinciale di Torino, come Economa. Deve risiedere a San Salvario, ma spesso sarà fuori casa, per raggiungere le varie opere, affrontarne i problemi, ricercare soluzioni. In questo incarico, ella evidenzia il suo spirito di iniziativa, la sua capacità organizzativa, il suo spiccato senso pratico. La Compagnia, comunque, sa valorizzare anche la sua coinvolgente spiritualità e le affida un gruppo di ragazze aspiranti alla consacrazione. Questo suo impegno viene ancora oggi ricordato dalla ragazze che con lei iniziarono il cammino di Figlia della Carità. In particolare, ne presentano l'abilità e l'apertura nell'affrontare ogni tipo di problema, anche il più delicato e la continua esortazione a ricercarne la soluzione in Cristo.

Nel 1969, il Consiglio Generale di Parigi la nomina Visitatrice della Provincia di Torino. Ha 65 anni.

Per nove anni, fino al 1978, viaggia continuamente per visitare le Sorelle diffuse nelle case del Piemonte, Liguria, Svizzera italiana, Lombardia, Veneto... Suor Magnani restaura, rinnova, apre nuove opere, incoraggia, guarda al futuro. Ella costruisce o ristruttura case, di cui ella è stata l'anima: la Casa Santa Luisa di Pallanza, le Case di riposo di Menaggio, Angera, Grugliasco, Faido, Lucerna; provvede alle suore anziane, problema che si era fatto urgente in quegli anni; progetta e conduce a termine, superando numerose difficoltà con grande coraggio, opere notevoli anche materialmente come l'Istituto San Vincenzo a Milano, e in collaborazione con suor Monghisoni, l'Ospedale Gradenigo a Torino. Il primo è una scuola a servizio dell'istruzione cattolica. Il secondo è una casa di cura in cui viene esaltata la competenza professionale unita alla carità cristiana e vincenziana.
    Suor Magnani si impegna particolarmente per la Casa Immacolata di Pallanza e per quella di Lanzo d'Intelvi, indirizzate ai corsi di formazione e agli esercizi spirituali, dove coloro, in primo luogo le sorelle della comunità, che cercano di crescere nella fede e nella donazione, possono vivere l'intimità con Cristo nel silenzio, nell'ascolto di Lui, nella preghiera.
    La Visitatrice, con orientamento nuovo e coraggioso, apre a Torino, nei quartieri più poveri della città, numerosi Centri Vincenziani per l'accoglienza, la condivisione, l'aiuto concreto. E, lo stesso, opera a Milano... Alla Cascina Verde, con grande audacia, sfidando contestazioni, dà vita ad una novità assoluta per le Figlie della Carità: l'assistenza ai tossicodipendenti. Anche a Fossano, in provincai di Cuneo, nasce un Centro vincenziano di Assistenza.
    Suor Magnani non dimentica gli anziani, poveri di oggi. Ed allarga il servizio agli anziani nella Casa di Coronata (Genova), nella "Pro Senectute" a Luserna, nelle case di Caraglio (Cuneo) e Treviglio (Bergamo).

Davanti al calo numerico delle suore, suor Magnani reagisce con intraprendenza, con spirito giovanile, protesa con la sua grandezza d'animo al nuovo. Questa sua grandezza le è riconosciuta anche dagli ingegneri e dagli architetti: spesso sono costretti a disporre sulle carte i progetti che sono soltanto suoi, di suor Giuseppina, poichè sa disporre tutto con intelligenza e oculatezza.

Anche la cappella di San Salvario a Torino viene trasformata in una piccola cattedrale: voluta, ideata sostanzialmente dalla Visitatrice per aiutare la preghiera delle sue suore.
    Nella ristrutturazione necessaria per la nuova Liturgia del Concilio Vaticano II, suor Magnani è irremovibile nel voler il Tabernacolo al centro della cappella e non messo da parte, in un altare laterale. E vuole un crocifisso grandioso, bello e di maestoso, a dominare l'attenzione e il cuore di chi viene a pregare.
    Accanto a Cristo, Maria. Suor Magnani, nella cappella di San Salvario, vuole in risalto la statua marmorea dell'Immacolata, a ricordarla sola Madre della Compagnia.

Di suor Giuseppina Magnani viene ricordata la carità soprannaturale, e l'attenzione, la comprensione per tutti e tutte - ogni suora in particolare -, la premurosa maternità di cui abbraccia le sue Figlie, la capacità di previsione, lo sguardo d'insieme, la lungimiranza. Soprattutto, viene ricordato il suo saper gestire grandi cose, senza mai tralasciare le piccole, anzi, valorizzandone e rendendole notevoli.
    Nel 1978, suor Magnani diviene suor Servente della Casa Immacolata di Luserna San Giovanni (Torino). Qui, ancora una volta, risplendono tutte le sue doti, evidenziate, ora, dal suo spendersi a fianco delle Sorelle anziane e ammalate.
    Lei stessa, rimanendo a Luserna come semplice suora, vive l'esperienza della sofferenza fisica, affrontandola serenamente, in pace.

Il 6 aprile 1988, mercoledì dell'Ottava di Pasqua, vive il suo Passaggio alla piena comunione con l'Amore.


"Temi forse che Gesù
ti renda chiusa, meschina, antiquata, meno donna?
Ma Lui, Lui solo esalta la tua vita,
su questa terra e nei cieli, infinitamente,
oltre quanto tu possa pensare.".

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