SUOR PALMINA MORINO
14 agosto 2003
LA PORTA APERTA
L’amore non ha età,
la gratitudine non ha il cartellino del prezzo.
Quanti e quanti sono passati dalla sua
porta,
toccati dalle sue mani
e accarezzati dal suo sorriso,
senza sapere
di essere guardati dall’occhio di Dio,
attraverso uno strumento prezioso,
che ama passare dalla porta del servizio,
che abbassa lo sguardo e le mani
per non vedere né raccogliere
le gratitudini umane,
gli antipasti, premi anticipati,
la fanno arrossire.
“Andrete in Paradiso servendo i
Poveri…” dice...
I suoi occhi, vivi e consumati dal servire,
non sono abituati a voltarsi indietro,
non sgorgono quindi
i vuoti calici amari che fanno la differenza tra noi e lei.
I passo lenti, il viso pulito
e un sorriso accogliente
sono suoni tenui nel rumore del centro-città.
E si inginocchia ancora,
a lenire ferite dell’uomo sull’uomo,
come un acrobata senza rete,
lancia il suo bastone avanti
col velato timore di riprenderlo in mano,
non le piacerebbe farsi servire.
Ormai da tempo,
cammina sulla strada fiorita dei santi
e, laggiù in fondo,
“gli ultimi”, ora “primi”, l’attendono:
“Avevo fame…”
“Ero ammalato…”
“Ero sporco…”
“Ero povero…”
Le diranno spalancando la porta
e questa ricompensa non la potrà rifiutare,
perché è l’unica che desidera,
in silenzio.
Grazie per avermi insegnato
come Dio ama e vuole essere amato
nel povero.
MASSIMO
Suor Morino Palmina Assunta è nata a Castel Boglione (Al) il 18 maggio 1911.
È entrata nella Compagnia delle Figlie della Carità il 13 marzo 1934.
Il 21 gennaio 1935 viene inviata all'Ospedale San Giovanni di Torino.
Ha emesso i Primi Santi Voti il 15 marzo 1939.
Ha servito Cristo nei Poveri anche all'Ospedale Militare di Trento,
e poi, tornata a Torino,
all'Ospedale San Vito,
all'Ospedale Maggiore "Molinette",
alla Casa di Riposo di San Salvario,
al Centro Santa Luisa per persone senza fissa dimora,
lasciando ovunque un affettuoso ricordo di santità.
È tornata al Padre il 14 agosto 2003,
all'Infermeria della Casa Provinciale di Torino.
Torino, 27 febbraio 2006
Sono Umberto, da moltissimi anni collaboratore di questo Centro di Volontariato Vincenziano per persone senzafissadimora, prima al 18B di via Nizza, oggi al 24; per cui per molti anni ho collaborato con la tanto cara suor Palmina: responsabile del servizio infermeria di questo Centro. Oggi mi si chiede di dare un'opinione sul carattere ed operato di questa, per me sorella ed amica Palmina.
In verità confesso di non essere sufficientemente in grado di esprimermi, perché tanti pensieri si accavallano nella mia mente e tanti sentimenti nel profondo del mio cuore per esprimere un pensiero umano, in quanto, quella creatura è stata più che semplicemente umana, una creatura soave in questo servizio verso i poveri. AMICA per gli amici, MADRE per i poveri, ASSISTENTE instancabile per i meno fortunati pure nella salute.
Non potrò mai dimenticare, quando, nel piccolo cortile del 18B sedeva sul suo sgabello e, con amore e un dolce sorriso, lavava i piedi dei nostri Amici. E con le sue fragili e bianche mani riusciva a togliere quei piccoli lembi di carne in cancrena medicandoli e dando loro un, se pur piccolo, sollievo al dolore. Oppure quando interveniva con la sua dolce voce e il suo sorriso a placare gli animi irrequieti di questi Amici meno fortunati. O quando alla sera in assenza dei volontari si offriva Lei a porgere, con dolcezza e serenità, il Pacco Cena.
Queste sono ancora poche fra le tante testimonianze che Lei ha lasciato fino alla fine, quando ancora con il suo bastone che la sosteneva, puntuale alle ore 15 del pomeriggio veniva al Centro portando il suo sorriso. Quel suo sorriso luminoso e sereno,che per chi l'ha conosciuta non sarà facile dimenticare. Ancor oggi (seppure con la mia poca fede) sono sicuro ci sorride dal suo angolo di Paradiso.