Suor Anna Gerosa FdC, servì fedelmente Cristo nei Poveri. Senza dubbio ella conosceva bene il Volto di Colui al Quale si era consacrata e che ora contempla nella gloria del cielo, in quanto ne aveva incontrato i diversi lineamenti sia nelle lunghe ore trascorse davanti al Tabernacolo, immersa nell'orazione - tanto raccomandata da san Vincenzo - sia nelle povertà di tutti coloro che ha teneramente amato e servito come un'amica confidente, una sorella premurosa, una madre attenta al bene di tutti.
Suor Anna era nata a Merate ed ella stessa nel volume "Il frate esorcista e altre storie di vita" - scritto da Alberto Burzio - racconta la sua Vocazione: "Abitavo vicino all'ospedale ed ero affascinata dalle "suore cappellone". Dopo aver lavorato come operaia in uno scatolificio, sono entrata in Comunità a 22 anni, la mia vocazione non è stata contrastata. In famiglia, sono stata educata ad essere attenta ai bisogni degli altri. Per 25 anni ho seguito ragazze orfane con difficoltà caratteriali in una nostra Casa a Trescore".
Nel 1974 venne inviata a Dronero come Suor Servente presso la Casa Divina Provvidenza "Le Perle". Terminato il suo mandato - che durò dieci anni - le fu chiesto di restare come semplice Suora, ella accettò con gioia e servì le ragazze fino a quando la malattia le impose di vivere in altro modo la carità che continuava incessantemente a germogliare dal suo rapporto di intimità feconda con il Signore.
L'amore incondizionato per Gesù Cristo, che ella irradiava nella sua missione tra le ragazze la portava ad affermare: "di non andare mai in crisi. Siamo qui per loro, per servirle, per noi sono come delle figlie: è questa la nostra vocazione Siamo sempre a fianco delle ultime".

E' bello sottolineare che suor Anna parlava al plurale, certa di non essere da sola a portare avanti l'opera educativa con le persone che le erano affidate. Ella, infatti, collaborava con le sue consorelle, incarnando l'invito di san Vincenzo ad essere "un cuor solo ed un'anima sola", tutte unite nell'unica Carità che scaturisce dal Cuore di Cristo.
E certamente la Provvidenza non ha mai mancato di sostenere, accompagnare e proteggere i passi di questa semplice, umile e nascosta Figlia della Carità. Insieme alle altre Suore, ella aveva il solo grande desiderio di amare e di donarsi sempre nelle gioie o nella sofferenza, nelle soddisfazioni o nelle fatiche, che sicuramente avranno accompagnato i giorni e le notti del suo instancabile Servizio "a fianco delle ultime", certa che il Signore un giorno le avrebbe detto: "Ogni volta che hai fatto questo al più piccolo dei miei fratelli, lo hai fatto a me!". E sicuramente non c'è piccolezza o debolezza più grande di chi non basta a se stesso per la propria sopravvivenza!
Il suo sguardo accogliente e sempre illuminato da un sorriso aperto e gioviale, era specchio di un animo sereno ed immerso nella Grazia del Buon Dio. Le sue mani sempre operose per le varie necessità delle sue figlie, si incrociavano solo per pregare e poi continuavano a muoversi per sgranare la corona del Rosario, quando ella certamente chiedeva alla Vergine Santa di imitarla nel Suo essere Madre dall'Annunciazione alla Croce, ponendo nel caldo abbraccio della Madre di tutte le madri il suo stesso cuore: casto proprio perchè colmo dei più profondi sentimenti dei Poveri.
Sr. Anna è stata un esempio limpido della fecondità spirituale che genera la maternità di un'anima consacrata: "tutta data a Dio, in Comunità per il Servizio dei Poveri" e questo lo dimostra in particolare la grande e sentita partecipazione al suo funerale. C'erano, infatti cinque preti, due missionari vincenziani, la sua Comunità e davvero tantissima gente a darle l'ultimo commosso saluto.
Le "sue" Ragazze non riescono a convincersi che suor Anna non sia più tra loro fisicamente e molte aspettano ancora il suo ritorno. Dopo anni in cui esse sono state oggetto di cure premurose, hanno sviluppato nel profondo la stessa disposizione interiore della loro "mamma" e oggi si preoccupano per lei, desiderano andarla a trovare come ella - tante volte - si è accostata con dolcezza ai loro letti, nei momenti più delicati... Le Ragazze la vorrebbero preservare dal freddo, come lei tante volte ha rimboccato loro le coperte, perché nelle fredde giornate d'inverno, il piccolo cimitero di Dronero è ricoperto di candida neve. Lì, si trova la tomba delle Figlie della Carità, dov'è sepolta suor Anna sotto un manto di cristalli bianchi che, illuminati dal sole, irradiano tutta la loro limpidezza. Una limpidezza ed una trasparenza che immediatamente rimandano il calore del cuore di quest' umile Serva dei Poveri; un calore che non brucia per la sua irruenza, ma penetra con dolcezza nell'animo e fa gustare la tenerezza di Dio.
Sottili raggi di luce, simboli della continua incessante preghiera di suor Anna per il bene delle "Perle" e della Comunità, che dal basso della terra si elevano con forza verso Dio, incontrandosi certamente con i raggi che dalle mani della Madonna della Medaglia Miracolosa, scendono verso chi implora le Sue Grazie. Un incontro d'Amore che non può non continuare a far germogliare la vita!
La Comunità di Dronero
SUOR ANNA GEROSA, la mia prima Suor Servente
Sono passati vent'anni da quando ho incontrato, per la prima volta, il sorriso umile e cordiale di suor Anna. Era venuta a prendermi a San Salvario, il 28 Novembre 1983, per iniziare il mio postulato alla Casa della Divina Provvidenza di DRONERO. Ricordo nitidamente la sua figura rivolgersi a me con quei suoi tratti accoglienti e disponibili, dove mi sono trovata subito come in un abbraccio familiare. Quale balsamo per me, che lasciavo la mia famiglia d'origine con tanto entusiasmo, ma anche con tanta trepidazione!
Suor Anna non si è mai posta nei miei confronti con il fare di chi vuole insegnarti qualcosa: mi ha sempre insegnato con la sua stessa vita!
Mi era di esempio con il suo modo di condividere la vita con i poveri, la sua dedizione incondizionata, di serva tra le serve, sempre, ogni giorno, nel servizio e nella preghiera: sempre lo stesso atteggiamento di contemplazione.
Serva dei poveri e serva del Disegno d'Amore che Dio aveva su di lei: era così nello scorrere dei giorni, sempre uguali e sempre nuovi, perché Dio è novità perenne!
Gli anni sono passati, ma io ho sempre potuto contare sul suo affetto e sulla sua preghiera. Ogni volta che sono tornata a Dronero, mi portava in cappella e additando la medaglia che avevo lasciato al collo della statua della Madonna, mi diceva: "Sei sul Suo cuore ed io ogni giorno ti affido a lei.". Io sapevo che era vero, potevo contare sulla sua parola.
Ho avuto la grazia e la consolazione di rivederla due giorni prima della sua morte. Io la sento come una sua ultima delicatezza per me. Il suo sguardo sereno, seppur febbricitante, mi ha commosso ed ho pianto accanto a lei. Rimasta sola vicino a lei, le ho confidato tutto il mio affetto e la mia debole fede davanti alla sua sofferenza. Continuava a guardarmi dritto negli occhi e a stringermi la mano, infondendomi amore e fiducia.
Suor Anna, quando ero partita per il Seminario, mi aveva regalato un'immagine, con una strada diritta e con questa frase: "Ho scelto la via della fedeltà.". Dietro aveva scritto:
"La via per arrivare a Dio è quella dell'umiltà,
del nascondimento, del silenzio."
Cara suor Anna, tu hai seguito appieno questa via ed ora sei arrivata a Dio: so che posso continuare, per l'eternità, a confidare sul tuo sguardo benevolo e fiducioso che mi accompagnerà sempre e sul tuo esempio, per diventare una vera serva dei Poveri, come te!
Suor Marinora Accastello FdC