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MOZAMBICO

Le prime Figlie della Carità arrivarono in Mozambico nel 1942, provenienti dal Portogallo.

 

SCUOLA COMUNITARIA
"SANTA RITA"
XINAVANE



Xinavane, (a circa 120 km dalla capitale Maputo), vive in funzione della fabbrica di trasformazione della canna da zucchero “Incomati”. Durante il raccolto, la fabbrica raggiunge fino a 6.500 operai. La stessa società è un vero aiuto per la salute, l'educazione e i servizi sociali della cittadina.
Parte dei padri di famiglia che non riescono a trovare lavoro in Xinavane, emigrano nel vicino Sudafrica lavorando principalmente nelle miniere d'oro, lasciando il proprio nucleo famigliare, non sempre ritornando alle famiglie d'origine. Da qui il grande problema di tanti bambini lasciati a se stessi senza riferimenti genitoriali e privi di supporto affettivo, economico e pedagogico. Le madri, così rimaste da sole, restano senza lavoro e con i figli a carico. Il resto della popolazione si dedica al piccolo commercio al minuto.

La Comunità locale delle Figlie della Carità, insieme agli altri rami della famiglia Vincenziana, ha riflettuto lungamente sulla risposta da dare a tale necessità, destinata ad ingrandirsi sempre più nel tempo. Essa ha ritenuto di dare una valida soluzione al problema con l'avvio della pre-scuola già nell'anno 2004 accogliendo 40 bambini orfani che andavano ad aggiungersi ai molti orfani già presenti nella scuola.
Nell'anno 2005 è iniziato il ciclo della scuola secondaria di I° grado. Il 2007 sarà l'anno della conclusione del ciclo e vedrà realizzato il sogno di completare la Scuola Secondaria.
Una ricerca effettuata sulle famiglie degli alunni della nostra scuola nell'anno scolastico 2004 e continuamente aggiornata nei dati, rivela che il 55% della nostra popolazione scolastica è composta da orfani o da bambini abbandonati (da uno o da entrambi i genitori).
La nostra scuola è privata ma ha la sua approvazione dal Ministero dell'Educazione, ne applica in pieno i programmi e gli indirizzi scolastici ministeriali, gode di apprezzamento e stima per il lavoro creativo, dinamico, aperto al futuro che la scuola si propone e attua in vari modi.

STORIA DELLA SCUOLA

La Scuola Comunitaria Santa Rita, nacque nel 1993 con bambini in età più elevata (10-12 anni) rispetto alla scuola pubblica e non ricevuti dalla scuola.
La fabbrica Incornati cedette a tale scopo circa tre ettari di terreno destinati alla costruzione della scuola e riservò un'ampia area all'agricoltura (alberi da frutto, ortaggi, giardino antistante la stessa scuola).
Nel tempo la scuola è passata dalle lezioni a circa 200 alunni, fatte sotto gli alberi, ad oggi con più di mille alunni di età scolare e 78 adulti, soprattutto donne, impegnati in corsi di alfabetizzazione.

L'attuale struttura scolastica, realizzata dal 1995 in varie riprese grazie a donazioni di Associazioni e di Amici Porto¬ghesi, Spagnoli e Italiani, comprende: n.10 aule in muratura, Segreteria, Direzione, piccolo ambulatorio, piccolo bar interno, Sala degli Insegnanti, Biblioteca, una sala di informatica, ora la cucina con dispensa e refettorio per poter fornire il pasto di mezzogiorno a 250 bambini orfani, tra i più bisognosi: realizzazioni queste del 2005-2006.
Manca ancora, però, il laboratorio didattico di chimica e fisica per permettere semplici esperimenti scientifici previsti dal programma ministeriale: un sogno da realizzare presto. Ultimo in ordine di tempo è il campo sportivo, polivalente, coperto, con spogliatoi e gradinate da un lato, e vede coronarsi un sogno di lunga data e che si sta realizzando grazie all'aiuto economico locale del Consiglio Nazionale per la lotta contro HIV/AIDS.
Il corpo insegnante in numero di 19, cerca di rispondere ad una educazione di ispirazione Vincenziana affettiva ed effettiva. Le altre spese relative al funzionamento di tutta la scuola (personale di pulizie, servizio di vigilanza, consumo di energia ed acqua, spese di viaggio per i costanti contatti con la direzione del distretto e della provincia, sono sostenute dalla Comunità delle Figlie della Carità, che destinano a tale scopo donazioni provenienti soprattutto dall'Estero.
Ci troviamo ora con molti alunni in età scolare a norma di legge e con nostra soddisfazione un grande numero di bambine è presente, cosa che rivela una battaglia culturale vinta, almeno in parte e da noi... (sono circa il 50% dei nostri allievi).

CONTINUITÀ DEL PROGETTO

Pensiamo per il futuro di coinvolgere sempre più la comunità educativa: genitori, alunni e professori per la conservazione della struttura, come anche per la pulizia di ogni ambiente. Il coinvolgimento sempre maggiore della comunità locale di Xinavane, sarà sempre più il nostro obiettivo perché si possano creare condizioni per uno sviluppo globale degli alunni, motivando al tempo stesso il volontariato.
Con la struttura attuale della scuola, compresi alcuni spazi utili e il giardino, potremo dare l'opportunità agli alunni di continuare nell'apprendimento di attività professionali già iniziate negli anni passati con corsi specifici di dattilografia, informatica, taglio e cucito, ricamo, maglia e cucina.
Continueremo a chiedere la collaborazione della comunità locale per piccoli corsi, già iniziati, di muratore, pittore, falegname, fornaio, preparazione di laterizi e di blocchi di cemento, meccanica, parrucchiera, lavoro nell'orto della scuola, preparazione di vivai sia di piante da frutto come di fiori, ecc... poiché la scuola non riceve per questo nessun aiuto dallo Stato. Tutto questo favorisce un ambiente scolastico aperto, gioioso, accogliente, partecipativo dove gli alunni, in particolare gli orfani, possono trovare il senso del vivere.

Responsabili del Progetto:
FIGLIE DELLA CARITÀ

C.P. 24
Xinavane - Maputo
MOÇAMBIQUE
Tel. 00258-21-870037
fdcxinaxane@teledata.mz

Xinavane, 31 Marzo 2007

Carissimi Parenti, Benefattori e Amici …

Non so da dove cominciare da tante cose che vi potrei raccontare: ciò che importa è che siamo vivi, in buona salute, non più isolati dal mondo europeo che per lunghi 3 mesi mi ha obbligato ad aspettare delle volte impaziente, altre volte sconcertata e qualche volta delusa tante sono le cose successe attorno al mio piccolo computer portatile. Ebbene tutto è passato: con tanto tempo e abbastanza soldi ci siamo rimessi a camminare nel mondo dei Familiari e degli Amici e a conoscere le nuove tecnologie che non sempre hanno i tecnici che le installano altrettanto efficienti, ma già è già passato tutto.

Più grave è quanto successo la settimana scorsa; ancora si continuano a scoprire situazioni dolorose e persone colpite in vari modi; il centinaio di morti, i più di 500 feriti senza pensare ai danni delle case e degli altri averi che persone come le nostre tanto hanno faticato per avere un tetto e un letto, una tavola e qualche piatto per le feste, magari con sforzi e ore di lavoro straordinario mal pagato.

Un danno fisico e umano incalcolabile in tempo come questo dove il ricordo di quanto vissuto nei lunghi anni di guerra era assopito da realtà cambiate in positivo per molti.

Nuovamente la passione, la Via Crucis di ripete per molti nostri Fratelli, come in tanti altri luoghi del Pianeta, e non sappiamo quante stazioni dovranno percorrere per avere un po’ di sollievo, aiuto economico, medico, e tornare ad essere sereni e speranzosi nel futuro.

Del lavoro già è stato fatto ma ancora ci sono zone non sicure a causa dell’ abbondante materiale bellico lanciato in aria e caduto in ogni dove anche a 30 km dall’arsenale. La prima esplosione l’ho vista in parte, ero all’aeroporto ad attendere una Consorella, sembrava um fuoco d’artificio complesso e articolato, nel cielo prima di volteggiare una grande nube nera che ha durato fino al giorno dopo, è apparso una massa di fuoco che pareva venisse rigurgitata dalla terra come fosse un vulcano. Altre esplosioni, per alcune ore, si sono succedute di minor intensità ma sempre portatrici di sofferenza, distruzione, paura, morte.

Dalle parole del Governo ci saranno soluzioni rapide di soccorso alla gente colpita e di decisioni drastiche circa il luogo e la sicurezza di questo deposito di materiale mortifero e obsoleto: speriamo che la decisione sia puntuale e veritiera.

A Xinavane le cose vanno bene: è cresciuta la famiglia delle Suore, ne sono arrivate due per grazia di Dio che aiutano nella scuola: una alla mensa degli orfani che da ottobre abbiamo iniziato, cercando i più bisognosi tra gli orfani e l’altra è un’insegnante laureata in pedagogia e aiuterà nello svolgimento reale dell’attività scolastica in tutte le sue dimensioni.

L’anno scolastico iniziato alla fine di gennaio, conta con 1056 alunni più 4 gruppi di alfabetizzazione per gli adulti per cui siamo vicini ai 1200 studenti; è la prima volta che avremo l’esame di stato per la 10^ classe.

Nasce il desiderio di procedere e preparare le condizioni perchè chi, capace, studioso, coadiuvato in famiglia e in grado di pensare a frequentare l’Università possa trovare la possibilità nella Scuola Santa Rita di continuare con la 11^ e 12^ classe Secondaria di 2°, passaggio obbligato per l’Università: è un desiderio che tutti noi vorremmo si realizzasse già nel 2008.

Si tratta di pensare ad una formazione completa, fatta nei propri luoghi e dentro la propria cultura; formare quadri per il futuro capaci di impegnarsi per il Bene Nazionale, con cognizione di causa, senza paura del confronto e del dialogo: è in gioco il domani se si pensa alla consistente perdita di molte persone, anche preparate professionalmente gli anni passati, di solito all’Estero, e che se ne vanno all’altro Mondo a causa dell’AIDS: il dramma continua in questo Paese e le percentuali di positività sono aumentate in questi ultimi due anni un po’ dappertutto, a volte in punti nevralgici che toccano il 25% della popolazione giovane-adulta come per esempio nel nostro Distretto di Manhiça.

Novità soddisfacente è che 8 dei nostri Insegnanti sono iscritti all’Università Pedagogica di Maputo. Uno più fortunato ha ricevuto la borsa di studio dallo Stato per cui è pagato e gli è stato concesso continuare con gli studi. Gli altri 7, più sfortunati, devono vedersela con le spese e possono frequentare perchè vanno solo al sabato e la semipresenza consente loro di lavorare e seguire attraverso moduli e altri mezzi le lezioni che permetterà loro di migliorare il patrimonio conoscitivo, qualificare sempre più la loro professione e competenza e in futuro migliorare sensibilmente le proprie condizioni di vita familiare, sociale e abitativa.

Per questo bel progetto siamo in attesa di aiuti per poter realizzare con loro un microcredito che permetta loro puntualità nei versamenti di tasse e rate mensili all’Università e poter portare a termine brillantemente ciò che in questi giorni hanno timidamente iniziato.

Per noi fa sorridere se pensiamo che con 500 € uno frequenta un anno di Università pagandosi tutte le tasse e iscrizioni varie, ma per chi lavorando prende 90-100 € al mese e deve mangiare la famiglia tutta, diventa difficile pensare, sognare e desiderare l’Università. Speriamo che il signore apra il cammino a noi tutti.

Altre e belle cose spero proprio di raccontarle a viva voce fra qualche mese: a settembre se tutto andrà bene penso essere in Italia per un po’ di riposo e visita a tutti voi miei carissimi; conto di incontrare tutti in salute e riposati dopo il caldo estivo che ci accompagnerà, visto che la tendenza climatica ha preso questa rotta. La Luce che promana da Cristo Risorto illumini la nostra vita di ogni giorno e la renda capace di offrirsi agli altri come Lui ha fatto con tutti noi. Un abbraccio a ciascuno in particolare e ridico a tutti il mio arrivederci

Suor Maria Letizia Maiolini



Xinavane
2ª domenica di quaresima

Invio un caro saluto a tutti e approfitto dell’occasione per intrattenermi un poco con voi e raccontarvi qualcosa di qui, di questo mondo giovanile che ci circonda, ci preoccupa, ci impegna con tutte le forze. Prendo spunto dalla lettura di Isaia 58. Nei versetti da 6 a 10 il Profeta descrive in modo plastico e incisivo il senso e la finalità del digiuno con un significato umano e personalistico già presente nei tempi antichi che costituisce ancor oggi la prova del nove per noi cristiani del 3° millennio. Quello "spezzare ogni giogo" è l’utopia che ha dato origine ad esperienze umane e spirituali luminose e numerose nel mondo e nella Chiesa.

Non dobbiamo distogliere gli occhi dai piccoli, provati nella carne dall’esperienza di morte dei loro genitori, dall' abbandono, dalla noncuranza,dall' irresponsabilità. Sono situazioni che stanno vivendo molti dei nostri bambini e adolescenti che frequentano la nostra scuola.
Da uno studio fatto tre anni fa su 700 alunni, dalla 1ª alla 7ª classe, 163 erano orfani di papà, 37 della mamma, 52 di entrambi i genitori, con altri 155 abbandonati dal padre, 24 dalla madre, 29 da entrambi; inoltre conosciamo altri 121 casi di separazione dei genitori, situazione che obbliga il figlio a vivere o con la madre o con nonni o zii.
In questo panorama lascio pensare quanto i bambini soffrono e vivono situazioni precarie dal punto di vista affettivo, morale, alimentare e tutto si ripercuote e incide profondamente sullo sviluppo della personalità del bambino che cresce senza punti di riferimento, fatica ad apprendere, affronta la difficile arte del vivere, da solo, fin dalla tenera età. Durante l’anno scolastico altri ancora hanno sofferto la perdita di uno dei genitori, e gli orfani sono destinati ad aumentare nei prossimi anni sempre a causa delle malattie la cui incidenza forte è dell’AIDS e della Malaria.
Con il progetto "Pre-Scuola Santa Rita" abbiamo intensificato l’attenzione agli orfani e creato un precedente per iniziarli alla socialità, all’istruzione in tempo utile, ad un accompagnamento personalizzato formando una classe che unisca gli aspetti del gioco e dell’apprendimento in maniera più consona alla loro età.

Ci auguriamo che la Scuola Santa Rita, insieme ai suoi Maestri, continui ad essere punto di riferimento per molti alunni, luogo sereno dove il bello, il nuovo, il gioco, l’affetto e la simpatia concorrano ad uno sviluppo armonico e fiducioso dei ragazzi e li prepari ad affrontare la vita con energia e speranza.

Con affetto Suor Maria Letizia Maiolini




Xinavane, 4 Aprile 2006

Carissimi Parenti, Benefattori e Amici del Mozambico, ho ancora nel cuore la gioia fugace ma profonda del nostro breve incontro in Italia. Occasione non prevista, ugualmente ricca di scambi e di amicizie che ne ha fatto nascere di nuove, rinsaldando quelle di sempre. Che pena: non ho potuto incontrare tutti! Pazienza.
Il motivo di questa mia breve comparsa è stato quello di presenziare, durante la settimana della Festa della Donna, ma specialmente accompagnare due donne mozambicane, Paula e Alda, al primo incontro tenuto a Roma per le Donne Africane propostomi dal Sev-Orione ‘84 il quale ci ha invitato e sostenuto durante la settimana di permanenza a Roma.

Il programma era ben nutrito e numerosi, vari e interessanti sono stati gli incontri, le iniziative e le presenze realizzate in Roma e fuori Roma dal 6 al 13 marzo u.s. Tutto si è mosso attorno al fatto di fare conoscere questa iniziativa e, per la sua positiva finalità, cercare sostenitori perché tutto questo possa accadere.
Il Progetto vuole instaurare una “Rete delle Donne Africane per la Pace e Riconciliazione” ed è sostenuto da varie Associazioni, non profit, di Roma, coordinate dall’Associazione La Gabbianella. Se l’idea della Rete delle Donne Africane è nata solo l’anno scorso, quest’anno erano presenti al primo incontro le rappresentanti di 7 Paesi Africani: Benin – Burundi - Rwanda – Sudafrica – Mozambico – Sudan – Senegal ( dovevano esserci il Kenya, il Congo, l’Eritrea e la Costa d’Avorio ma inconvenienti di vario tipo non hanno permesso la venuta delle altre 4 rappresentanti).
Si tratta di creare per le Donne Africane, che si lasciano coinvolgere, possibilità di comunicare in rete per camminare insieme, dialogare, scambiare idee ed esperienze vissute e parlare dei traguardi da raggiungere; ne nascerà certamente una ricchezza per tutti: sostenitori e attori in prima linea; cambierà la vita e le prospettive a chi vive in Africa e in Italia. Una concezione nuova della capacità-dignità della Donna nell’ambito familiare, sociale, professionale, darà un giro di volta in primo luogo alla Donna stessa e a tutta la Società poi.

In Africa ci sono ancora molti passi da dare in questa prospettiva! Con le donne, qui sul posto aiuteremo le Donne a riconoscersi capaci di autodeterminarsi in libertà e autostima; ad essere artefici di cambiamenti positivi in seno alla propria famiglia, a sforzarsi di pensare, sognare e attuare di conseguenza. A coloro che ancora non hanno avuto accesso all’istruzione insisteremo perché aderiscano ai corsi di alfabetizzazione per superare quei vuoti che sono sinonimo di povertà non solo di istruzione. Inizieremo o continueremo attività già iniziate a favore e con l’apporto delle donne perché insieme creino legami di amicizia, confronto, stima e capacità di guardare alle situazioni che impediscono o rallentano il manifestarsi di una coscienza critica e guardare con più lucidità a ciò che accade vicino a noi e nel mondo che ci circonda.
Insomma potremmo davvero impegnarci tutti perché, come si diceva in questi giorni a Roma, insieme alle Donne Africane prepariamo il futuro di tutti.
Prossimamente, quando riusciremo a far partire altri piccoli progetti a favore delle Donne di oggi e quelle di domani, alludo alle alunne e giovani della scuola, vi terrò informati così che la vostra partecipazione creerà fraternità e conoscere le mete raggiunte comporterà soddisfazione per tutti.

Oltre a dare qualche notizia sul motivo della mia recente venuta mi sta a cuore rivolgere a ciascuno di Voi e alle vostre Famiglie gli auguri per una Santa Pasqua certi che Gesù rinnova il Suo Mistero Pasquale, ci inserisce in Lui, ci fa così passare con Lui “dalle tenebre alla sua ammirabile Luce” (I° Pietro 2,9).
Saper far trasparire la Sua Luce è già esserne i Suoi Testimoni: lo auguro a ciascuno di Voi Amici carissimi!

Con affetto vi saluto e vi ricordo con riconoscenza e amicizia
Suor Maria Letizia Maiolini




27 settembre 2005
San Vincenzo de' Paoli


Carissimi Amici del Mozambico,
dopo un tempo di relativo silenzio, mando a tutti voi un saluto carissimo e l'augurio di un buon inizio d'anno sociale. Spero che il tempo estivo, in una maniera o nell'altra, abbia offerto a ciascuno possibilità di riposo, di distensione, di serenità che fanno affrontare lavoro, studio, problemi e preoccupazioni in maniera più adeguata e positiva.

Qui da noi non c'è questa interruzione che fa guardare le cose in maniera distaccata: il ritmo è sempre lo stesso come mole di lavoro e il clima che ci fa entrare nella stagione calda e dovrebbe essere progressivo è cominciato di botto, pesante da sopportare all'inizio. Via via ci si abitua di nuovo, per tutto il tempo della stagione.

Da parecchi mesi non piove in generale su tutto il Paese e di nuovo è emergenza in alcune zone, dove già è fame vera. Ora con il caldo che si intensifica sempre più fino a dicembre gennaio, se la pioggia non arriva, sarà la calamità per molte famiglie che dipendono essenzialmente dalla magra produzione agricola.

Assistiamo alle disgrazie e agli avvenimenti naturali che in varie parti con tifoni e piogge torrenziali fanno vittime e stravolgono Paesi e Regioni: qui si apre la terra tanto è arida. Le situazioni drammatiche continuano ad accompagnare l'uomo anche se questi tenta di fuggire lontano...

Fra poco più di un mese termina l'anno scolastico: ai primi di novembre ci saranno gli esami di 5^ e 7^ classe e vorremmo vedere con successo la conclusione dell'anno per tutti gli alunni della scuola Santa Rita che quest'anno sono 956 compresi gli adulti dell'alfabetizzazione.

Il 2005 è stato un anno importante perché abbiamo terminato il lavoro di costruzione di un nuovo pezzo di scuola, progetto di cui vi avevo parlato perché ci stava molto a cuore.

La scuola è partita 12 anni fa sotto gli alberi per accogliere i ragazzi che erano esclusi dalla scuola pubblica perché superata l'età. Negli anni scorsi sempre si è fatto qualcosa per migliorare la struttura scolastica ed abbiamo terminato all'inizio di quest'anno un altro "pezzo" che consta di 4 aule, una sala per i professori, la biblioteca, due zone coperte che possono venire in aiuto come sale e servono come punti di incontro; inoltre abbiamo costruito 6 nuovi servizi igienici indispensabili a tanta gente che frequenta la scuola. Proprio per loro stiamo dotando la scuola, di strumenti e indispensabili spazi, che facilitino un lavoro qualificato e faccia venire voglia di venire a scuola.

Si è potuto realizzare questo anche grazie alla buona volontà locale dei genitori, incaricati dell'educazione, e degli alunni stessi che hanno letteralmente fatto tutti i mattoni di cemento necessari alla nuova struttura. Poi le piccole gocce arrivate dall'Italia e dall'estero hanno fatto sì che si potesse procedere alla costruzione, ultimata infatti con la gioia di tutti all'inizio di quest'anno.

Il Ministero dell'Educazione, visti i progressi, ci ha concesso di continuare con la scuola secondaria così chiamata, che va dall'8^ alla 10^ classe. Abbiamo aperto i battenti all'8^ classe con 100 alunni e il 2006 vedrà la 9^ e in seguito la 10^ classe che chiude il ciclo di preparazione a livello medio. Questo fatto ci rallegra enormemente perché era sempre molto difficile trovare il luogo in scuole lontane per continuare gli studi e i nostri alunni rimanevano sempre fuori dal giro.

Sono battaglie vinte in questi anni sempre a favore di chi in periferia ha meno possibilità di avanzare: proprio perché tra i nostri ragazzi abbiamo un 70% di orfani o abbandonati dai genitori la risposta avuta dal Governo premia proprio loro i protagonisti diretti del loro futuro che nella scuola trovano la base e le modalità, se vogliono, per guardare alla vita con un pizzico di ottimismo e speranza.

La scuola deve essere all'altezza di dare risposte puntuali e valide e deve privilegiare chi ha già poco dalla vita: si presentano altre urgenze che con tempo, saggezza, partecipazione e confidenza nella Provvidenza ci fanno guardare al domani con fiducia.

I Progetti futuri

1 - Aspettiamo una risposta positiva da un gruppo Spagnolo per fare un pozzo artesiano dentro il recinto della scuola, terreno di cui una buona parte è coltivabile, con un serbatoio di riserva per assicurare l'acqua da bere alla moltitudine scolaresca, poter soddisfare le necessità igieniche di tanta gente e irrigare l'orto scolare che, coltivando e vendendo i prodotti orticoli, permette di avere qualche entrata per la manutenzione della scuola che tutto è a carico delle Suore che la dirigono, cui esigenze aumentano sempre più.

2 - Dobbiamo approntare entro un certo tempo che ci è concesso un laboratorio didattico per chimica e fisica, facilitare e realizzare perciò piccoli esperimenti previsti dal programma della scuola secondaria;

3 - Si rende indispensabile arricchire di numerosi testi la biblioteca, ora abbiamo il locale e pochi libri, perché diventi effettivamente uno strumento valido per gli alunni nostri e per quelli di fuori se fosse necessario aprire le porte ad altre scuole.

4 - Vorremmo preparare una cucina e refettorio per poter distribuire il prossimo anno almeno un pasto, se non a tutti gli alunni, a coloro che hanno storie di vita davvero pesanti.

5 - Rimane il campo sportivo polivalente da pensare e per ora da sognare, considerandolo un elemento importante per i ragazzi dove, canalizzando le energie fisiche dell'età, con lo sport, si iniziano alla disciplina e a dare tutto di sè anche quando costa e fa sudare, presupposto fondamentale per affrontare gli avvenimenti della vita non sempre favorevoli.

Che ne pensate? Non vi viene voglia di adottare una Scuola? Anziché un bambino? Pensateci !!!

Continuiamo a lavorare bene dove siamo per costruire un Mondo Migliore

Saluti cari e ricordi affettuosi
Suor Maria Letizia

 

"Non stiamo chiedendo
la carità internazionale
ma, attraverso l'assistenza
e un sistema commerciale
mondiale più onesto,
chiediamo solo l'opportunità
di adempiere al nostro destino: diventare partner uguali
in un mondo prospero e giusto"

Luisa Dias Dogo,
primo ministro del Mozambico




    Il MOZAMBICO si colloca al 168° posto su una classifica di 174 paesi censiti per Human Development Index (2000).
    La sua popolazione è di 19,3 milioni di abitanti.
    La mortalità infantile è pari al 115 per 1000 (1999).
    L'attesa di vita alla nascita nel 2000 era stimata a 39 anni (in assenza dell'AIDS sarebbe di 50 anni).
    Il PIL è di 782 USD/anno (un mensile minimo si aggira sui 45 euro nel 2006!!!)
    L'alfabetizzazione adulta è solo del 45%.







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