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Bijat e dashurisë së Krishtere të Sh.Vinçenc de Paulit
Gramsh
(Elbasan)

1996-2004









Gramsh, Albania centro-meridionale.
    Città capoluogo di Distretto in zona montagnosa, impervia, difficilmente raggiungibile. Una sola via d'accesso in pessime condizioni, tutta tornanti e dirupi.

Le Figlie della Carità di san Vincenzo de Paoli della Provincia di Torino iniziarono il loro servizio a Gramsh i primi di giugno dell'anno 1996.
    Si propose loro un'impresa difficile ma allo stesso tempo appassionante.
    Inviate direttamente da Torino, senza il consueto soggiorno a Parigi per la preparazione delle Missionarie "ad gentes", le suore affrontarono, senza mediazioni, una realtà sconosciuta. Non sapevano la lingua; avevano poche e riportate notizie sulla cultura, i costumi e la mentalità del popolo albanese. Una cosa subito fu loro chiarissima: in una situazione di inimmaginabile miseria, materiale ma ancor più spirituale, il solo linguaggio che poteva essere realmente efficace, e comprensibile a tutti, era quello della carità.
    Ecco, semplicemente e poveramente, la storia di questa impresa.






L'Albania ha una superficie di 28.748 km2, più o meno come la Lombardia unita alla Liguria. Bagnata dai mari Adriatico e Ionio, confina con il Montenegro, il Kossovo, la Macedonia e la Grecia.
    Nell'agosto 2003 si contavano 3.364.500 abitanti, di cui 293 su 1000 emigranti. Il numero, tuttora, non può essere preciso, a causa dei tanti dati demografici non registrati, sia all'interno del Paese che all'estero.

Dal 1944 al 1991 l'Albania ha subito uno dei più duri regimi comunisti della storia mondiale. Si appoggiò prima alla Jugoslavia, poi all'Unione Sovietica e alla Cina, infine volle fare da sola, autodefinendosi, tra l'altro, stato "ateo". Dal 1991 l'Albania è una Repubblica fondata sulla democrazia, ma la continuità politica con il passato regime è evidente. I nomi al governo sono gli stessi. Corruzione e giochi di potere sono all'ordine del giorno.
    Precedentemente l'Albania rimase 5 secoli sotto il dominio dell'Impero Ottomano. I Turchi imposero la religione musulmana, che veniva a sovrapporsi alla millenaria tradizione cristiana, presente in queste terre fin dai suoi inizi - già san Paolo avvicinò questi popoli nei suoi viaggi - . Tale imposizione fu meno pressante nel Nord dell'Albania, dove le Alpi, con le loro valli scoscese, scoraggiarono le spedizioni e i controlli.

La città di Gramsh conta all'incirca 15.000 abitanti. Il suo Distretto, assimilabile alle province italiane, comprende 93 villaggi: in tutto si arriva attorno alle 40.000 persone. Il panorama è caratterizzato dal monte Tomor, seconda vetta del Paese, 2416 metri di altezza.

Al tempo del regime tutta la zona di Gramsh fu scelta dal governo per mandarvi al confino chi non condivideva le idee del Partito. La città di Gramsh (a differenza del villaggio omonimo molto più antico) ha solo una cinquantina di anni. Ai tempi della fondazione si presentava come una ridente cittadina, curata nei viali e nelle aiuole, dove tutto era ordinato(e imposto), come la pulizia delle strade(se ne prendeva carico ogni quartiere, a turno) o le gite al fiume d'estate(la domenica nessuno poteva rimanere in città, tutti si andava a bagnarsi nelle fresche acque del Devol). Dietro alla bella facciata, però, la città nascondeva oppressione, persecuzioni, continui controlli anche notturni(erano vietati serramenti esterni alle finestre per permettere di vedere dal di fuori ciò che accadeva di sera nelle case).

La situazione economica di Gramsh e del suo Distretto è molto precaria. Tutta la zona è caratterizzata dalla pastorizia e da un'agricoltura ancora ferma a tecniche antichissime. Riguardo l'industria, la città era famosa per la produzione di armi, in particolare i tristemente noti "Kalashnikof". Sono rimasti i grandi depositi di armi (saccheggiati durante la guerra civile del 1997), ultima traccia dell'imponente fabbrica in funzione ai tempi del regime. La maggiore fonte economica è costituita dalle "rimesse" dei numerosissimi emigrati.

La situazione sanitaria è disastrosa, manca tutto e ogni prestazione è soggetta a improvvisate tassazioni.

Riguardo la realtà ecclesiale e pastorale, tutta l'Albania del Centro-Sud non ha Diocesi, ma forma un'unica Amministrazione Apostolica guidata da un vescovo, fondata l'11 novembre 1939. Essa è inserita nella Congregazione delle Chiese Orientali.
    Dal 1949 al 1991 non vi fu vescovo, poi, fino al 1997 ebbe a capo l'allora Nunzio Apostolico in Albania, mons.Ivan Dias. Attualmente è retta dal vescovo mons. Hil Kabashi.






Le prime due Figlie della Carità della Provincia di Torino arrivarono in Albania il 3 giugno 1996. Erano suor Vincenzina Bovio e suor Anna Dedola, accompagnate dalla consigliera Suor Maria Ida Cislaghi FdC.
    In Albania erano già presenti, dal 1991, le Figlie della Carità del vicino Kossovo (allora dipendenti dalla Provincia Slovena) e, dal 1992, le Figlie della Carità della Provincia di Napoli.

La città di Gramsh era stata scelta dallo stesso Nunzio Apostolico mons.Ivan Dias, che si era impegnato a trovare una congregazione femminile pronta a servire questa zona, religiosamente - e socialmente - abbandonata a se stessa. Dopo molti dinieghi, il Nunzio ebbe risposta positiva dalle Figlie della Carità della Provincia di Torino. Lo stesso Nunzio preparò il loro arrivo con alcune visite ufficiali nella città, riportate dalla stampa locale con interesse e grandi aspettative.

Il 23 aprile 1996, il Dipartimento della Sanità pubblica del Distretto di Gramsh informò il Nunzio Apostolico della disponibilità di quattro locali al pianterreno dell'Ospedale per gli Infettivi di Gramsh.






Suor Bovio e suor Dedola rimasero una settimana a Mollas, presso le Figlie della Carità di Napoli, in attesa della sistemazione dei locali dell'Ospedale.
    Il 10 giugno 1996 arrivarono a Gramsh e subito avviarono un servizio di ambulatorio infermieristico.
    Il 17 giugno si celebrò l'inaugurazione della Missione di Gramsh (succursale della Casa Provinciale di Torino). Erano presenti il Nunzio Apostolico, mons.Ivan Dias; suor Alessandra Caterina Ricardi FdC, Visitatrice della Provincia di Torino; padre Giovanni Burdese C.M., Direttore delle Figlie della Carità di Torino; le Figlie della Carità di Mollas; padre Giovanni Guglielmo, Orionino di Elbasan; le Suore della Carità di santa Giovanna Antida Thouret e le Domenicane, anch'esse venute da Elbasan; le Piccole Sorelle di don Gasparino di Gostimë, le autorità cittadine di Gramsh e suor Patrizia Bodini FdC. La Missione venne posta sotto la protezione di san Gian Gabriele Perboyre C.M., sacerdote missionario martire in Cina nel 1840, canonizzato pochi giorni prima, il 2 giugno 1996, dal Santo Padre Giovanni Paolo II.

Le Suore continuarono il servizio ambulatoriale e iniziarono le visite giornaliere in città, nei villaggi, negli ospedali. In casa accoglievano molti bambini. Puntarono essenzialmente sulla promozione umana, attente in particolare alla triste condizione delle donne e dei disabili, e ad una pre-evangelizzazione che era prima di tutto risposta agli interrogativi e alle richieste dei più giovani.

Nel settembre 1996 arrivarono altre due suore, suor Valentina Arnaudo FdC e suor Francesca Cardia FdC, mentre rientrò in Italia suor Dedola. Iniziarono anche le visite di amici italiani desiderosi di dare un aiuto, un appoggio alla nuova Missione. Alla fine di ottobre giunse a Gramsh la nuova Visitatrice, suor Rita Ferri FdC, per conoscere una delle ultime fondazioni della Provincia di Torino.

Il 1997 si presentò con la nomina, il 6 gennaio, del nuovo Amministratore Apostolico dell'Albania del Sud, mons.Hil Kabashi. Nei primi mesi dell'anno, un Padre Lazzarista si accompagnò alla piccola Comunità delle Figlie della Carità di Gramsh. Padre Mario Murgia C.M. soggiornò in un appartamento poco lontano dall'Ospedale degli Infettivi. In seguito, l'abitazione venne donata all'autista delle suore, Arianit Godole.

Nel marzo 1997, la rivolta popolare contro il governo, scoppiata dopo il fallimento di finanziarie che avevano raccolto i risparmi di migliaia di famiglie, raggiunse anche Gramsh. Vennero assaltati i depositi di armi. Le strade divennero luogo di guerriglia contro le forze di polizia e teatro di annosi rendimenti di conti. Il 14 marzo, dato il grande pericolo e l'esortazione dei Superiori, le suore decisero di lasciare Gramsh. Ma la stessa popolazione della città, nelle persone di alcuni banditi, chiese loro di restare, come unico punto di riferimento, unica certezza in quei giorni di cieca follia.
    Lentamente la violenza si placò e ripresero le visite di amici e consorelle, come suor Caterina Colli FdC della Provincia di Siena - ritornata poi ogni anno, in giugno, con un container di aiuti -, come suor Lisa FdC, kosovara, che si fermò a Gramsh tutto novembre 1997 e suor Tonja Tushi FdC che, dal dicembre dello stesso anno, vi rimase per nove mesi. Fra le Figlie della Carità italiane vi furono vari cambiamenti: a luglio 1997 rientrò in Italia suor Arnaudo. Suor Cardia lasciò Gramsh a settembre e vi arrivò, il 14 dello stesso mese, suor Gabriella Attilia Grossi FdC come Responsabile della Comunità.






I quattro locali delle Figlie della Carità divennero sempre più centro d'accoglienza, ascolto e conforto materiale e spirituale.
    Dopo la partenza di padre Murgia, nel gennaio 1998 venne proposta alle suore la presenza fissa, insieme a loro, di un anziano sacerdote albanese. La stessa suor Ferri, Visitatrice - giunta a fine mese a Gramsh con il nuovo Padre Direttore Nando Manzoni C.M. e con suor Gilia Tassis FdC, consigliera e Suor Servente della Casa Provinciale e della sua Succursale albanese - potè spiegare l'impossibilità pratica di tale soluzione al vescovo mons.Kabashi.
    Nel frattempo, il 23 gennaio 1998, era giunto, da parte del Dipartimento della Sanità del Distretto di Gramsh, il permesso ufficiale di esercitare il servizio ambulatoriale infermieristico.

La sempre crescente affluenza al pianterreno dell'Ospedale degli Infettivi spingeva le suore a pensare ad una struttura più spaziosa ed accogliente. Già nel novembre 1996 il Nunzio Apostolico si era interessato presso le autorità competenti riguardo la ristrutturazione di parte delle vecchie Caserme Militari vicino al fiume. Nell'agosto 1997 padre Murgia propose un progetto sugli stessi stabili con un Centro per Disabili, una Scuola Materna, un Ambulatorio e un appartamento per le suore, ma tale iniziativa non ebbe seguito.

Intanto l'opera delle suore cercava di raggiungere tutti i villaggi del Distretto, con aiuti umanitari, distribuzione di materiale didattico nelle scuole, acquisto di bestiame(mucche, pecore, galline, asini) e la ristrutturazione o la costruzione a nuovo di casette per famiglie in gravissime difficoltà. La manodopera per queste ultime realizzazioni era costituita dagli stessi componenti delle famiglie e da abitanti del posto, al fine di creare lavoro per loro e farli sentire essi stessi protagonisti della propria promozione. La spesa effettiva, unita alle minime risorse delle famiglie, è sempre stata sostenuta grazie ai già numerosi benefattori, attivi in particolare nei luoghi d'origine e di precedente servizio delle suore: Torino, Bellinzago Novarese(No) e numerose Comunità di Figlie della Carità che si interessavano alla Missione albanese.

Il mese di marzo 1998 recò la grande gioia della visita della Madre Generale delle Figlie della Carità di san Vincenzo de Paoli, suor Juana Elizondo. Accompagnata dalle Consigliere Generali, slovena e italiana, la Madre giunse a Gramsh il 13 marzo e lasciò una chiara esortazione: "Mettete radici profonde, consolidatevi, formate comunità vere, create spazi per meglio accogliere tutti i poveri, siate segno e testimonianza della vera carità!". Il 16 marzo, poi, tutte le Figlie della Carità dell'Albania (3 Province, 5 nazionalità) salutarono la Madre con una celebrazione eucaristica a Durazzo. Mesi dopo, nell'annuale lettera dell'Assunta, madre Elizondo invitò tutta la Compagnia a pregare in particolare per le sorelle che operano in Albania.

Il 30 giugno 1998 giunse il permesso di costruire un Centro Polivalente, una casa più funzionale al servizio delle Figlie della Carità. Il terreno era nei pressi delle vecchie Caserme Militari. Il 12 febbraio 1999 si firmò il contratto riguardo la casa nuova, preceduto, in gennaio, dalla visita di suor Giuseppina Nespoli FdC, Economa Provinciale, e suor Vincenza Boffi FdC dell'Ufficio Legale.

Il nuovo anno 1999 si era aperto con l'inizio della catechesi per un gruppo di adulti, guidati da padre Armando Corrado, Orionino, che, con i confratelli di Elbasan, ha sempre seguito pastoralmente Gramsh.
    Ma ecco, una grave emergenza raggiunse Gramsh. Gli sconvolgimenti bellici nel vicino Kossovo causarono la fuga in Albania di migliaia di profughi. Prima 200, poi 500, infine 1200 di loro arrivarono fino a Gramsh, accolti nelle miserissime grandi strutture della città, dall'aprile al luglio 1999. Le suore si mossero in ogni direzione per alleviare la difficile situazione, anche coinvolgendo amici italiani come il Gruppo Alpini e la Parrocchia di Giussano(Mi) che portarono ingenti aiuti e iniziarono da allora una costante e proficua collaborazione con le autorità cittadine. In quel periodo varie consorelle e volontari si alternarono nel sostegno alla piccola Comunità: suor Gilia Tassis accompagnò suor Gaetanina FdC, poi suor Norina FdC, suor Tonja, suor Anna Maria Discepoli FdC della Provincia di Siena che poi si fermò a Gramsh, Rita di Bellinzago, gli amici di san Luca di Torino, i Fratelli della Sacra Famiglia sempre da Torino - fratel Giacomo in particolare molto si è speso per la Missione di Gramsh -.

Nell'estate 1999 iniziò l'avventura dei Campi Estivi per ragazzi, portata avanti anche negli anni successivi dall'Oratorio di Giussano e dai Volontari del Sebino (Brescia) che, tra l'altro, furono tra i primi a giungere in visita alle suore di Gramsh da poco arrivate.
    A fine luglio 1999 suor Attilia prese parte ad un convegno vincenziano in Libano: "Il nostro apostolato nel mondo musulmano". A dare una mano, per quel mese, giunse suor Bruna Bonzi FdC, seguita poi, per alcuni giorni a settembre, da suor Pierina Righetti FdC e ancora numerosi volontari.

I quattro locali continuavano a trasformarsi in abitazione, ambulatorio, centro d'ascolto, foresteria, unità smistamento e programmazione per visite a domicilio, per aiuti umanitari nei villaggi, per consegna materiale sanitario e didattico, per progettazione e sistemazione di casette nuove, per collaborazioni con altre realtà, ad esempio l'accoglienza per bimbi piccoli con famiglie in difficoltà delle Missionarie della Carità di Madre Teresa ad Elbasan.

Intanto procedevano, fra tante difficoltà, i lavori per la casa nuova.
    La festa dell'Immacolata 1999 poteva essere celebrata nella Cappellina della nuova struttura, benedetta in quell'occasione da don Matteo Migliore, parroco di San Luca in Torino. Il 21 dicembre arrivò suor Rita Ferri, Visitatrice, che proprio da Gramsh voleva iniziare il suo pellegrinaggio giubilare nella Provincia torinese, presenziando così all'effettiva nuova sistemazione delle sue suore.






Il 2 gennaio 2000 la Presenza Eucaristica di Nostro Signore prese dimora nel nuovo Centro Polivalente e tutte le suore da quella notte vi si stabilirono. Solo l'ambulatorio restò all'Ospedale degli Infettivi sino al 26 gennaio, giorno in cui furono riconsegnate le chiavi dei quattro locali al Direttore sanitario. Il 12 di febbraio 2000, suor Attilia ricevette la patente di Suor Servente: la Casa di Gramsh era costituita.

Il Centro Polivalente è costituito da un pianoterra dedicato ai servizi: ambulatorio, centro accoglienza, magazzino, sala cucito, cucina, sale catechesi, locali per disabili, salone per celebrazioni, incontri, attività e Cappelina. Il primo piano si divide fra la casa delle suore e alcune stanze per accogliere ospiti. Sotto il tetto è stata ricavata una spaziosa mansarda con cucina e servizi adatta all'autogestione di gruppi numerosi di volontari. Davanti a casa vi è un vasto cortile per i giochi dei ragazzi e, a lato, un campetto per calcio, pallavolo e attività di gruppo. Vicino al cancello d'entrata la guardiola per i custodi, sempre necessari, 24 ore su 24.
    Il 21 gennaio 2000 vi fu una prima visita del vescovo mons.Kabashi, ma l'inaugurazione ufficiale della Casa avvenne il 25 marzo 2000, alla presenza di tutte le autorità cittadine, della popolazione, di suor Assistente, suor Maria Pia Bertaglia FdC e suor Economa, suor Nespoli.

In data 1 aprile 2000 fu costituita, a Durazzo, la Regione d'Albania e Kossovo della Compagnia delle Figlie della Carità di san Vincenzo de Paoli.

A Gramsh, le suore approfondirono l'inculturazione cercando di conoscere le altre realtà religiose: la moschea con la sua rada comunità di praticanti; un'imprecisata setta protestante; alcune presenze ortodosse, più politiche che pastorali; il bektasha, una sorta di monaco seguace della setta omonima riconducibile all'Islam ma con forti influenze cristiane. Parteciparono anche alla sponsorizzazione di pubblicazioni editoriali sulla recente storia della zona di Gramsh.

Nell'estate 2000 proseguì la collaborazione con la Regione kossovara, che mandò in aiuto e tirocinio suor Federica FdC.
    Il numero degli amici continuava a crescere e, alle ormai consuete presenze, si aggiunsero altri benefattori, spesso legati ai nuovi arrivi fra le Suore (la Francia, con un gruppo di Scout; la Svizzera con spedizioni d'aiuti e con il sostegno finanziario dell'Associazione Gianni Pestoni di Montecarasso; la Toscana e le Marche con raccolte umanitarie).

La nuova, grande casa delle suore permetteva maggiori attività e affluenze considerevoli. Nel settembre 2000, la Provincia di Torino lanciò un appello per altre forze in Albania. Il 15 dicembre arrivò suor Cristina Conti FdC. Con i numerosi amici presenti in quei giorni, fra cui la signora Graziella Merlo - poi assidua e affezionata benefattrice -, il 24 dicembre si potè celebrare una Liturgia natalizia alla presenza dei primi catecumeni della Missione. Pochi giorni dopo, le suore invitarono tutte le famiglie delle "casette", per festeggiare insieme il passaggio al nuovo anno, il "Vitin e ri" - la più sentita festa albanese -. Lo scopo di tale momento era spiegare a questi fratelli l'intento dell'aiuto dato: non tanto costruire case di mattoni, ma edificare la comunione dei cuori nell'amicizia, nel rispetto, nella giustizia e nella pace.
    Nel gennaio 2001 altri amici giunsero o tornarono a Gramsh, tra loro suor Irene Gariglio FdC con alcuni volontari della Casa dell'Amicizia di Torino e padre Giuseppe Toscani C.M., spesso presente nella Missione per un accompagnamento spirituale delle suore e un approfondimento della formazione dei catecumeni albanesi. Percorso inverso, invece, per le autorità cittadine, che ricambiarono le continue spedizioni giussanesi accogliendo l'invito in Brianza da parte di Luigi Folcio e dei suoi collaboratori. Tra febbraio e marzo 2001, le stesse autorità proposero alle suore la ristrutturazione di uno stabile industriale in disuso per crearvi un Centro Sociale. Le Figlie della Carità accettarono, trovarono i fondi per attuare l'opera, ma fu poi lo stesso Municipio a rimandare continuamente la disponibilità, scaricando responsabilità ad altri Enti, fino ad annullare il progetto.







Il 25 marzo 2001 fu una data memorabile per la storia cristiana di Gramsh. Alla presenza del Vescovo, dei Padre Orionini, di due Consigliere Provinciali, suor Patrizia Piretto FdC e suor Adele Bollati FdC, e di numerosi parenti e amici albanesi e italiani, 8 catecumeni adulti ricevetterono il Battesimo. Era nata la prima comunità cristiano-cattolica di Gramsh, Albania. Giunsero tanti messaggi di felicitazioni, tra cui la benedizione del Santo Padre Giovanni Paolo II.

Alla festa erano presenti anche volontari di Giussano che proprio nel mese di marzo avevano preparato una serie di progetti per Gramsh e il suo Distretto. A parte uno, riguardante una possibile collaborazione con la Fondazione Don Gnocchi per l'apertura di un Centro di riabilitazione per disabili, tutti i progetti sono poi andati a buon fine: supporto sanitario per l'Ospedale; supporto ecologico per la raccolta dei rifiuti in città; ristrutturazione del campo sportivo; sistemazione e arricchimento del Museo Geo-mineralogico di Gramsh; sostegno alle Scuole Materne dei villaggi; aiuti per i villaggi più miseri; campi di animazione estiva per ragazzi.

Riguardo l'appena nata comunità cristiana, a Pasqua, il 14 aprile 2001, si poterono celebrare i Battesimi dei figli dei primi cristiani e, il 17 giugno, si unirono anche due mogli che non avevano potuto seguire prima la preparazione. Il 13 maggio, tutta la nuova comunità si presentò ai fratelli cristiani di Elbasan, scendendo per la Santa Messa alla Parrocchia San Pio X, retta dai Padri Orionini.

Nella primavera 2001, si procedette anche all'intera ristrutturazione del piccolo Ospedale vecchio di Tunjë, già offerto in parte alle suore dal comune del villaggio, in comodato, per crearvi un Centro in cui riattuare le iniziative sperimentate a Gramsh e idearne di nuove, adattandosi ai bisogni della zona rurale. L'inaugurazione e benedizione fu poi presieduta dal Vescovo mons.Hil Kabashi il 29 luglio 2001. Tra l'altro, già da alcuni anni, proprio nei locali di questo stabile, i Volontari del Sebino avevano soggiornato per il Campo Estivo dedicato ai ragazzi di Tunjë e dei villaggi vicini.

L'estate 2001 si rivelò una delle più "affollate". Agli amici consueti quali suor Caterina Colli con il fratello Dante, il Gruppo Alpini di Giussano, don Gian Mario di Torino e i volontari di san Luca, l'Oratorio di Giussano, i Volontari del Sebino, fratel Giacomo e fratel Vittorio con un gruppo di giovani, la signora Graziella, Claudio e Rocco del Centro Storico di Torino, e padre Toscani, si unirono cinque Sindaci della Brianza in visita ufficiale alla città di Gramsh, suor Michela FdC e suor Mariella FdC della Provincia di Napoli, e il gruppo vocazionale della Provincia di Sardegna accompagnato da suor Maria Sechi FdC, Visitatrice, padre Erminio Antonello C.M., Direttore, e suor Andreana FdC, responsabile delle giovani.

Tra estate ed autunno 2001, continuarono le opere di costruzione di casette, acquedotti e un bagno per disabili a Sotir, e la distribuzione di aiuti nei villaggi. Ad ottobre iniziarono i corsi di cucito a Tunjë. A novembre 2001, esattamente sotto la protezione della Santa Vergine della Medaglia Miracolosa, si diede inizio alla prima Assemblea Domestica della Comunità delle Figlie della Carità di Gramsh. Il 13 dicembre le suore poterono scambiare le proprie impressioni sui temi dell'Assemblea con le consorelle kossovare, giunte in visita a Gramsh con suor Mira FdC, Regionale, e il suo Consiglio.

Intanto la vita della piccola comunità cristiana continuava e un momento particolarmente lieto fu il Natale 2001: dopo la celebrazione della Messa nella mattinata, tutti i battezzati si fermarono a pranzo insieme e il salone divenne doppiamente il luogo della frazione del pane! Il 25 marzo 2002 gli stessi cristiani chiesero di ritrovarsi per un momento di ringraziamento per l'anno compiuto di vita nuova in Cristo. A Pasqua, poi, il 31 marzo 2002, la comunità si arricchì di altri sei battezzati e, la domenica in Albis, di altri due bimbi della coppia battezzata a Pasqua. In questo anno, tutti gli amici passati dalla missione di Gramsh poterono condividere la propria esperienza di fede con i fratelli albanesi e partecipare alla celebrazione domenicale della Messa.






Nel passare degli anni si rafforzarono le relazioni e le collaborazioni, innanzitutto con le consorelle della Regione kossovaro-albanese: dal 27 al 30 giugno 2002, suor Attilia e suor Cristina soggiornarono a Scutari e ne conobbero l'opera; nel luglio 2002, suor Attilia, accompagnata da suor Caterina Colli, suor Mira e suor Tonja, si recò in visita alle case delle Figlie della Carità in Kossovo, scoprendo una realtà povera ma molto bella e incoraggiante; nell'estate dello stesso anno vennero a Gramsh per un'esperienza di servizio, suor Zoja FdC, kossovara, con 3 aspiranti; il 5 gennaio 2003 la Santa Messa domenicale venne concelebrata dal Vescovo Marko, kossovaro, accompagnato dalle consorelle di Durazzo; nel febbraio 2003 si ratificarono i documenti per il sicuro passaggio di proprietà della casa di Gramsh, e degli automezzi, alla Regione kossovaro-albanese; l'11 e 12 febbraio dello stesso anno, la comunità cristiana di Gramsh potè accogliere la visita del gruppo della Gioventù Mariana di Rreshen, accompagnato da suor Valentina FdC; ai primi di giugno, suor Cristina partecipò ad una sessione biblica delle Giovani Suore kossovaro-albanesi; dal 10 luglio al 1 settembre 2003 suor Viollca FdC soggiornò e servì a Gramsh; per la festa dell'Immacolata 2003, presenti anche le Figlie della Carità di Gramsh, fu aperto il Seminario della Regione kossovaro-albanese a Durazzo: la formazione delle nuove vocazioni non doveva più avvenire in Slovenia, come era stato fino ad allora, e, grazie a questo, nella solennità di Santa Luisa 2004, suor Federica FdC, kossovara, e suor Flora FdC, albanese, poterono celebrare a Durazzo i loro Primi Santi Voti.

Continuò la relazione con le consorelle della Provincia di Napoli: l'8 giugno 2002 le suore di Gramsh parteciparono alla consacrazione della nuova chiesa di Mollas; nel luglio seguente suor Michela FdC e suor Anna Maria FdC, napoletane, trascorsero qualche giorno a Gramsh; a settembre, come già in precedenza, le consorelle di Mollas fecere base a Gramsh per portare in visita ai parenti un bimbo loro "interno", originario di Lenje, villaggio sperduto fra le montagne del Distretto; le Feste "di famiglia" del 2002 - san Vincenzo, Medaglia Miracolosa - si celebrarono insieme a Mollas.

Si intensificarono i rapporti con i Missionari Lazzaristi di Rreshen: il 7 giugno 2002 l'Amministratore Apostolico della Mirdita, nel Nord dell'Albania, p.Cristoforo Palmieri C.M. venne in visita a Gramsh; nell'ottobre 2003, p.Luigi Cannato C.M. accompagnò a Gramsh i 13 Seminaristi di Rreshen per trascorrere, nella casa delle suore, alcuni giorni di Ritiro.

Negli anni si superarono anche grandi difficoltà. Problemi materiali, anzi, tecnici, con continui lavori di ristrutturazione della casa nuova e i conseguenti rapporti con le ditte edilizie. Problemi spirituali, con una giovane comunità cristiana non ancora certa della via da percorrere, molto legata, per motivi anche comprensibili, ad un "ritorno" economico in premio alla propria scelta. Nel febbraio 2003, la Visita regolare di suor Rita Ferri, Visitatrice, giunse a verificare il cammino svolto. A Natale 2002 la comunità cristiana aveva comunque accettato nuovi battesimi: due giovani ragazze e un anziano, che nonostante l'età ha voluto accogliere la novità di vita in Cristo. A Pasqua 2003, il 19 aprile, la comunità si ampliò ulteriormente: assecondando il desiderio di due mamme venute dal Nord, già battezzate, ricevettero il sacramento iniziale cinque bimbi, fra cui una disabile grave, e il marito di una delle signore, la cui famiglia vive a Janç, villaggio molto isolato. Da segnalare la situazione di Anxhela, la piccola handicappata, per le cui cure le suore si sono sempre prodigate. Ad ottobre 2003, la bambina, la mamma e il fratello più piccolo hanno raggiunto il papà già in Italia, con lo scopo di capire quanto sia possibile alleviare le sofferenze della malattia e le fatiche dell'accompagnamento. Ad agosto 2004 anche il figlio maggiore dovrebbe ricongiungersi ai propri cari, tutto questo grazie all'impegno e alla dedizione delle Figlie della Carità e del Volontariato Vincenziano di Verona.
    Altri due battesimi si celebrarono il 1 febbraio 2004 e anche la Pasqua 2004, l'11 aprile, vide sei catecumene divenire parte della comunità cristiana. Due ragazze, fra loro, parteciparono, insieme agli altri giovani cristiani di Gramsh, alle celebrazioni per il passaggio della Croce della Giornata Mondiale della Gioventù ad Elbasan, il 20 marzo 2004, giorno ricco di emozione e di entusiasmo.

Dal punto di vista comunitario, nel luglio 2002, suor Attilia e suor Cristina furono delegate all'Assemblea Provinciale - la Suor Servente potè presentare l'opera di Gramsh nella "serata missionaria" inserita nei lavori -. Nel settembre dello stesso anno, suor Anna Maria partecipò alla Sessione Missionaria alla Casa Madre. Il 18 gennaio 2003, suor Attilia fu riconfermata Suor Servente a Gramsh. Il 20 aprile 2003, suor Anna Maria partì per il Ritiro e la visita in famiglia, ma non rientrò nei tempi concordati a causa di improvvisi problemi di salute; a tutt'oggi - maggio 2004 - non è ancora ritornata a Gramsh. Il 3 maggio 2003, vi fu la grande gioia della visita a Gramsh del Card. Ivan Dias, così vicino alle suore al momento del loro arrivo in Albania, attualmente Arcivescovo di Bombay, India. Nel febbraio 2004, suor Attilia dopo il Ritiro delle Suor Serventi a Torino, andò a Verona a visitare la famiglia di Anxhela e a ringraziare di persona le consorelle e tutti coloro che sono ad essa vicini.

Riguardo i servizi, oltre alle attività e agli aiuti consueti, nel giugno - luglio 2002 e 2003 gli stessi animatori albanesi organizzarono mattinate di Campo Estivo e pomeriggi di "tuffi" in piscine gonfiabili sistemate in cortile; ad ottobre 2002 iniziarono i corsi di cucito per le donne di Gramsh - nella casa delle suore -; la domenica 24 novembre 2002, e poi ogni domenica mattina, le Figlie della Carità accolsero mamme con bambini "neri" - fascia di popolazione rom emarginata anche in Albania - per alcune ore di convivialità (nel salone sono giunte anche 60-70 persone) e igiene personale (10 docce con cambio di abiti per domenica); il 19 dicembre dello stesso anno, iniziava un nuovo servizio di accoglienza, socializzazione e iniziale riabilitazione per bimbi disabili mentali e fisici e le loro famiglie, spesso lasciate sole ad affrontare problemi molto gravi; nella primavera 2003 le suore accolsero la proposta del comune di Skenderbegas, grande villaggio del Distretto, di ristrutturare parte del Palazzo della Cultura e crearvi un Centro come quello di Tunjë, anche questo gestito in comodato e che, nell'estate seguente, potè essere base - insieme all'edificio scolastico - per il Campo Estivo che organizzarono i giovani giussanesi sempre accompagnati da suor Lucia Motta FdC, suor Anna Maria Berrino FdC e padre Gerry Armani C.M.; a quest'ultima iniziativa partecipò anche la signora Ivanna Panizzi di Colorno (Pr) che, insieme al fotoamatore Stefano Anzola - anche lui presente a Gramsh nell'agosto 2003 -, organizzò poi in Italia, a partire dall'aprile 2004, una mostra fotografica itinerante, al fine di raccogliere fondi, aiuti e adesioni al progetto missionario di Gramsh; il 30 gennaio 2004 si distribuirono 1500 pacchi-dono ai pensionati della città e, grazie ad una cospicua spedizione da Brescia, nel mese successivo, si donarono calze pesanti nuove a tutti gli allievi delle scuole cittadine; sempre nel febbraio 2004, un gruppo di giovani delle Scuole Superiori chiese di poter fare esperienze di servizio con le suore e di svolgere nella loro casa la preparazione di attività formative rivolte a tutta la gioventù cittadina.






Fin dal primo arrivo a Gramsh, le suore si presero a cuore la situazione di terribile miseria dei villaggi. Si occuparono delle famiglie più in difficoltà. Andarono subito anche fuori città per interventi infermieristici e per momenti di gioco e di animazione dei numerosissimi bambini. Visitarono e sostennero le scuole con materiale didattico.

Nel 1998, iniziarono delle distribuzioni capillari di aiuti, villaggio per villaggio, famiglia per famiglia, avvalendosi dell'aiuto del capovillaggio, impegnato a preparare la lista precisa dei nuclei familiari presenti nel proprio piccolo paese. Giorno, ora, luogo della distribuzione ed ecco, per ogni capofamiglia, chiamato per nome, un sacco di farina, un pacco di alimenti e uno di abiti, più - a seconda delle spedizioni di aiuti -, lenzuola, coperte, materassi, brande, giocattoli, pentole, stoviglie, lana da lavorare, stoffa...
    Nel 2004, le Figlie della Carità possono affermare di aver raggiunto con le distribuzioni tutti i 93 villaggi del Distretto almeno una volta, di averne aiutati buona parte due volte e toccato qualcuno già per la terza volta, nonostante le strade pessime, il maltempo che isola i villaggi raggiungibili solo guadando il fiume e le richieste della città sempre più assillanti. L'intervento della Provvidenza ha permesso tutto questo. Il Signore ha protetto le suore nelle situazioni più rischiose, come nelle 5 ore di mulo costeggiando crepacci(16 settembre 2002), occorse per raggiungere il villaggio di Gjera, dove una anziana vedova viveva in un tugurio, ora trasformato in una piccola, accogliente baita. E sempre la Provvidenza ha fornito i fondi, anche grazie alla Parrocchia di Colorno (Pr), per l'acquisto di un fuoristrada nuovo, arrivato a Gramsh nel giugno 2003.

Nei villaggi di Tunjë e Skenderbegas, come già accennato in precedenza, si sono aperti due Centri, ricavati dalla ristrutturazione di stabili comunali, che le Figlie della Carità hanno preso in comodato dagli stessi municipi.
    A Tunjë, oltre alle distribuzioni di aiuti, ai Campi Estivi, all'animazione settimanale, ai Corsi di cucito, agli incontri di pre-evangelizzazione per giovani, alla costruzione di un acquedotto, è stato donato un trattore munito di aratro e altri macchinari da parte di suor Colli(luglio 2002), gestito da un gruppo di agricoltori; è stato svolto un corso di educazione sanitaria (settembre 2002); è stata ristrutturata una casetta, fra le altre, per una famiglia con due handicappati adulti(novembre 2003); è stato donato arredamento scolastico(gennaio 2004).
    A Skenderbegas, la struttura è stata sistemata grazie alle offerte dell'Associazione G.Pestoni di Montecarasso(Canton Ticino, Svizzera). Oltre alla distribuzione di aiuti, al Campo Estivo 2003 e al sostentamento di alcune famiglie in particolare difficoltà, nell'ottobre 2003 iniziarono i corsi di educazione sanitaria, nel gennaio 2004 i corsi di musica e, nel marzo seguente, quello di formazione per diventare animatori di ragazzi; a maggio 2004 inizieranno i corsi di cucito, a luglio è previsto un corso di cucina con la collaborazione delle Figlie della Carità kossovaro-albanesi.
    Anche il villaggio di Janç vede spesso la presenza delle suore, a motivo della famiglia cattolica che vi abita. Non potendo partecipare alle celebrazioni e agli incontri cittadini per la lontananza e per le quattro bambine in tenera età, sono le stesse Figlie della Carità, accompagnate da alcuni componenti della comunità cristiana, a cercare di far sentire questa famiglia parte viva della Chiesa cheè in Gramsh, trascorrendo alcune ore con loro, pregando insieme, spezzando insieme il Pane Eucaristico, vivendo la festa della comunione. Da notare che il fuoristrada non arriva fino al villaggio: la strada, spesso interrotta da frane, porta fino ad un'ora di cammino dal villaggio (che diventano quasi due nel ritorno, per la pendenza del sentiero e la calura estiva).







La preghiera, l'amicizia, le raccolte di aiuti e di offerte per la Missione albanese non sono mai mancate. E non sono mai mancati amici che, in qualsiasi situazione, senza problemi di date o di condizioni atmosferiche, hanno affrontato un viaggio in Albania.

I primi a raggiungere Gramsh, nell'agosto 1996, per una breve, ma incisiva visita furono i Volontari del Sebino di Brescia.

Da Torino arrivò, il mese dopo, don Gian Mario, cappellano della Casa di Riposo di corso Casale che, tra l'altro, si impegnò anche per l'acquisto di un pulmino per disabili, giunto a Gramsh nel giugno 2001, ma presto riportato in Italia per l'impossibilità a condurlo sulle disastrate strade del Distretto. Sempre da Torino arrivarono spesso aiuti e presenze dal quartiere di san Remigio - ricordiamo in particolare i Fratelli della Sacra Famiglia-; dalla Parrocchia di san Luca - soprattutto nella persona del parroco don Matteo Migliore -; dal Centro Storico, le cui consorelle e i volontari furono presenti a Gramsh specialmente nei momenti di superlavoro; dal Gruppo Missionario di San Salvario; dalla Parrocchia Nostra Signora del Sacro Cuore; dai Centri Diurni per disabili "La Scintilla" - con suor Enrica Caglio FdC - e "La Perla" che si impegnarono particolarmente per le "casette".

Dalla Provincia di Siena, suor Caterina Colli, per la prima volta a Gramsh nel giugno 1997 coinvolse numerose comunità di consorelle e associazioni varie.

Da Bellinzago Novarese (No) arrivarono aiuti e forze fin dal febbraio 1998, anche più volte l'anno e per periodi considerevoli.

Dall'aprile 1999, iniziò l'aiuto di Giussano (Mi), che, oltre alle realizzazioni già citate, perseverò nel suo sostegno alle autorità cittadine con un progetto di ristrutturazione e fornitura del reparto Maternità e ginecologia dell'Ospedale di Gramsh (maggio 2002), con i Campi Estivi per ragazzi, con raccolta di offerte per acquistare farina(gennaio 2003), con la sistemazione di due giardinetti pubblici cittadini, la manutenzione del Convitto, l'apporto di materiale sanitario all'Ospedale, sussidi didattico-informatici al Ginnasio e l'acquisto di mucche per famiglie in difficoltà (agosto e dicembre 2003).

Da Monte Carasso in Canton Ticino, Svizzera arrivarono molti carichi di aiuti a partire dal settembre 2000, e, già dal mese di giugno dello stesso anno, iniziò il sostegno economico di vari progetti da parte dell'Associazione nata in memoria di Gianni Pestoni.

La Parrocchia di Colorno (Pr) si è impegnata fra il 2002 e il 2003 nel raccogliere fondi per un nuovo fuoristrada e, fra il 2003 e il 2004, nell' organizzare ed attuare il primo allestimento di una mostra fotografica su Gramsh, coinvolgendo anche il Comune, le Scuole, le Associazioni di Volontariato e tutta la popolazione in una raccolta di offerte e di beni materiali.

A Spinetta Marengo (Al), la Parrocchia e la locale comunità di Figlie della Carità iniziarono, alla fine dell'anno 2003, il proprio sostegno a famiglie in difficoltà di Gramsh, estendendo così il servizio già svolto per albanesi e altri stranieri presenti in Italia. A febbraio 2004, vennero in visita il parroco p.Francesco Raffaelli, dehoniano, e suor Osanna Papin FdC.

Alcuni singoli benefattori vanno segnalati a parte: Silvana e Silvano Zangirolamo del quartiere di san Remigio, Torino; Rita Bovio di Bellinzago Novarese(No); Luigi Salvi di San Luca, Torino; Teresa Gallo, sorella di suor Norina FdC, giunta a Gramsh, la prima volta, nel settembre 1998; Paolo Tengattini dei Volontari del Sebino; Luigi Folcio e Maria Rosa Ratti di Giussano(Mi); Graziella Merlo Caielli di Gallarate(Mi); don Filippo Discepoli, fratello di suor Anna Maria, parroco di Corinaldo(An); Adriano Assandri di Acqui Terme(Al), venuto a visitare la Missione nel marzo 2003; e Laura Marini di Torino, che ha trasformato i propri limiti - secondo il mondo - in preziose risorse a vantaggio di chi, ai suoi occhi, soffriva più di lei.

Grazie a Dio e a tutti coloro che si sono sentiti Missionari per Gramsh e con Gramsh!






La piccola Compagnia delle Figlie della Carità di san Vincenzo de Paoli ha fondato opere in tutto il mondo. Alcune di queste contano centinaia d'anni di vita nel servizio.
    A questo punto della storia della presenza vincenziana a Gramsh - non ancora 8 anni -, guardando agli orizzonti futuri che si aprono, si dovrebbe scrivere non "conclusione", bensì "introduzione".

Le Figlie della Carità sono giunte a Gramsh da poco. E hanno iniziato il loro servizio nel poco.
    Ma questo "poco", come un seme gettato nel terreno, sta germogliando, crescendo, lentamente lavorando per portare frutto. La loro opera si amplia sempre più, e, grazie a Dio, penetra dolcemente e fermamente.
    Al cuore di Nostro Signore, nell'amore di Gesù Crocifisso, nell'abbandono fiducioso alla sua preveniente, tenera, illimitata Provvidenza, la piccola comunità delle Figlie della Carità di san Vincenzo de Paoli in Gramsh affida la propria vita, la propria opera, i propri Maestri, Signori e Padroni: i Poveri, che sono Lui stesso.
    Sia Dio a continuare quest'impresa, sempre più difficile, sempre più appassionante. Sia Dio a continuare a servirsi di poveri strumenti, le sue Serve dei Poveri, per attuare oggi e sempre il suo Regno di Carità, di Giustizia, di Gioia e di Pace.


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