DRONERO
CASA DIVINA PROVVIDENZA
BLANCHI DI ROASCIO
"LE PERLE"
Accoglienza per donne con disabilità neuro-psicomotorie e cognitive
Opere Parrocchiali
Visite a domicilio
Direzione Scuola Materna
Rete con Enti locali e Volontariato
v. Roccabruna, 36 12025
Tel. 0171.91.80.04
Fax 0171.90.96.23
La Casa Divina Provvidenza
non è semplicemente una accoglienza
per 40 donne con disabilità neuropsicomotorie e cognitive.
Per "Le Perle" questa è la loro casa,
la loro famiglia.
Alcune di loro
hanno vissuto tutta la loro vita
con le Figlie della Carità
che in loro
hanno amato e servito il Signore
in questa Opera stupenda.
Luciana, Caterina, Maria e Teresina
30
settembre 2006
INAUGURAZIONE
DEL NUOVO SALONE POLIVALENTE




Carissimi,
vi comunico con grande gioia che il Salone
Polivalente ed i Campi
Gioco, alla cui realizzazione avete contribuito
anche Voi, saranno inaugurati SABATO 30 SETTEMBRE 2006 ALLE ORE
14,45 e messi a disposizione delle nostre Ragazze che finalmente
potranno usufruire dei grande locale e delle aree di gioco che
favoriranno la crescita della loro autonomia, autostima e le attività
motorie. Uno spazio che contribuirà a far crescere il piacere
dello stare insieme, a promuovere la cultura dell'Amore, del rispetto
dell'Essere Umano Unico, Irripetibile e Preziosissimo come una
"Perla".
Ora il salone ed i campi gioco sono una realtà!
Oggi per tutti l'invito è: "Venite a vedere".
Sì, venite a conoscere, a scoprire quanta serenità
e gioia si possono sentire anche non possedendo nulla!
Venite, pensando di dare Amicizia ed Ascolto;
tornerete alle vostre case con un senso di gratitudine e di pace
nel cuore, sentendo di avere soprattutto ricevuto.
Venite a scoprire la via dell'Amore, la via
del Vero senso della Vita.
Avevamo un sogno.. .era un sogno, un grande sogno..,
oggi è realtà.
Grazie di tutto quello che avete fatto per
noi.
Suor Paola e "Le
Perle"
Un'esperienza con
le "Perle"
Ricordo ancora la sensazione di timore e di inadeguatezza con
la quale mi apprestavo lo scorso anno a cominciare un'esperienza
di riflessione e servizio alla Casa della Divina Provvidenza,
che con sorpresa e soprattutto grande commozione si è rivelata
così importante per me da desiderare di ripeterla. Avvicinare
persone disabili, sia fisiche sia mentali, mi sembrava davvero
difficile; cosa potevo offrire loro? La risposta è venuta
da loro stesse, dalle ragazze ospitate nella Casa: semplicemente
me stessa.
Hanno voluto conoscermi, sapere il mio nome, dove vivo, che lavoro
faccio, quali sono le cose che amo. E chi non poteva esprimersi
a parole lo faceva, in modo comunque eloquente, con un gesto affettuoso,
un sorriso, un abbraccio, un bacio. Per me è stato quasi
uno shock: come era possibile? Io, una sconosciuta, una che era
venuta per servirle, veniva accolta, festeggiata, accettata e,
sì diciamolo pure, amata da loro.
"Abbiamo ricevuto molto più di quello che abbiamo
dato", una frase che spesso è stata pronunciata nei
momenti di condivisione svoltisi in questi ultimi due campi. Per
me è stato come se Gesù stesso, nascosto nei suoi
prediletti, mi donasse l'Amore che il mio cuore desiderava e mi
facesse toccare con mano la potenza del Suo Amore, capace di trasformare
e arricchire al tempo stesso chi lo dona e chi lo riceve.
"I loro occhi sono come uno scrigno che racchiude una perla
e questa perla è Dio", così Elisa definisce
la sensazione che prova quando guarda queste ragazze. L'Amore
di Cristo che queste ragazze ricevono tramite le cure e le costanti
attenzioni delle Figlie della Carità di Dronero ha dato
e dà i suoi frutti, tanto da far meritare loro l'appellativo
di "Perle di Dronero", quasi fossero un fiore all'occhiello
dell'intera comunità dronerese. Io stessa ho potuto notare
il sensibile cambiamento che subiscono di anno in anno nel vivere
in un ambiente così familiare e ricco di amore, di attenzione
e stimoli, quali attività creati¬ve e ricreative guidate
da validi operatori.
Con il passare del tempo le ragazze sviluppano capacità
linguistiche perse o mai sviluppate, mentre quelle appena arrivate
escono dal loro isolamento e migliorano la loro capacità
di relazionarsi con gli altri, ma soprattutto imparano a sorri¬dere
e a gioire dello stare insieme. Ma non è tutto, perché
molte delle ragazze "più attive" contribuiscono
all'andamento della comunità stessa in cui vivono, svolgendo
un compito ben preciso, proporzionato alle capacità di
ciascuna! E così alla fine del pasto c'è chi raccoglie
le briciole, apparecchia la tavola per il pasto successivo, lava
o asciuga le stoviglie, o chi si occupa di riordinare le sedie
e le panchine alla fine del pomeriggio passato all'aperto a pregare
e a cantare insieme con le suore e noi ragazze "in visita".
Nella Casa della Divina Provvidenza è stato creato un
ambiente adatto alla loro crescita spirituale, relazionale e cognitiva,
attrezzato per le difficoltà motorie che alcune di esse
hanno, con luoghi di svago interni ed esterni, rallegrati da piante,
fiori e da qualche animale domestico. In questa Casa si ha così
a cuore il benessere delle Perle. Non mancano le gite e i periodi
di vacanza in montagna, dove le ragazze possono soggiornare totalmente
immerse nella natura. Se non l'avessi visto, non sarebbe stata
la stessa cosa.
Per questo vi invito ad andare a vedere, a verificare, a sperimentare
quale sia la potenza dell'Amore!
Katia
Sono Anna
del GGVV di Como. Avrei voluto scrivere due righe per cercare
di aiutare la Casa Divina Provvidenza di Dronero nella raccolta
di fondi per ampliare la comunità che ospita ragazze bisognose
con disabilità neuro-psicomotorie e cognitive. Poi però
suor Paola Gassani, la superiora della Casa, mi ha inviato il
progetto che, a mio parere, non ha bisogno di altre parole. In
questo scritto si intravede tutta l’anima che suor Paola
ci mette per aiutare “Le Perle”, un’anima cristiana,
un’anima da Figlia delle Carità nel vero senso della
parola. Uniamoci in preghiera e aiutiamola in questo grande e
cristiano progetto, che vi assicuro nei volti delle “Perle”
si denotano tutti i benefici!
“Sono Sr. Paola, una Figlia
della Carità di S. Vincenzo de’ Paoli, che con altre
nove Suore della stessa Comunità accogliamo ragazze bisognose
con disabilità neuro-psicomotorie e cognitive.
L’obiettivo della nostra missione è quello di aiutare
le Ospiti a crescere nell’integralità della loro
persona, potenziando i talenti di ciascuna e mirando allo sviluppo
della responsabilità personale, della sensibilità
e dell’amore reciproco.
Abbiamo sempre cercato di “curare” le ragazze nel
vero senso che questo termine comporta, cioè “prendendole
a cuore” con le loro storie uniche e irripetibili, offrendo
loro un amore incondizionato, totale e continuo che potesse in
qualche modo lenire le ferite derivanti dalla coscienza della
propria diversità e dall’angoscia dell’abbandono,
se non addirittura del rifiuto dei propri cari.
La Casa Divina Provvidenza ospita
attualmente 40 Ragazze native del Cuneese; vi si svolge un servizio
altamente sociale a coloro che sono più povere e sole cercando
di favorire le più emarginate.
Oltre la Comunità delle
Figlie della Carità, il personale dipendente e i volontari
offrono alle ospiti assistenza, progetti di riabilitazione, incoraggiamento,
ma soprattutto cercano di favorire la costruzione e lo sviluppo
di relazioni interpersonali affettivamente gratificanti e autentiche.
Le entrate sono purtroppo scarse,
in quanto l’opera è sostenuta da alcune pensioni
sociali, pochi accompagnamenti e dal tanto buon cuore della gente.
Considerando però che da
sempre una delle fonti più importanti di questa bellissima
Opera è la Divina Provvidenza, che si rende presente attraverso
la generosità e la comprensione di molti, mi oso chiedere
un piccolo contributo per la costruzione di un salone polivalente
per attività motorie, la cui funzione potrebbe essere anche
quella di luogo di incontro per i tanti amici che quasi quotidianamente
vengono per incontrare e vivere momenti di gioia con le Ragazze.
Sono previsti, inoltre, campi
all’aperto per attività motorie, quali: tennis e
pallacanestro, pallavolo e ping-pong.
L’obiettivo di tutto questo
è quindi quello di:
- favorire lo sviluppo delle
dinamiche corporee delle ospiti come stimolo all’integrazione
delle funzioni mentali e delle relazioni interpersonali;
- dare la
possibilità ai volontari, ragazzi di Dronero e dintorni,
di fare esperienza della ricchezza che può scaturire dalle
relazioni con i disabili, aprendoci alla realizzazione di un centro
sociale a favore della zona.
Desideriamo così sviluppare
la capacità di confronto con sé e con gli altri,
promovendo nello stesso tempo, la cultura dell’amore, del
rispetto dell’altro, il valore dell’accoglienza e
della condivisione fraterna.