Circa duecento persone hanno partecipato alla grande festa
organizzata presso l’ Istituto San Vincenzo per le persone,
quasi tutte donne, immigrate dai Paesi dell’est, in maggioranza
moldave che lavorano come badanti nella nostra città.
Da alcuni anni queste persone si ritrovano all’Istituto
San Vincenzo nelle ore libere dal lavoro, specialmente al sabato
e alla domenica, per stringere rapporti di amicizia tra di loro
ed avere aiuto per trovare un alloggio o un lavoro.
Le suore, con l’aiuto della volontaria signorina Giannina
hanno dato nella casa di via Canina un punto di riferimento
molto apprezzato per tutte queste persone lontane dalla loro
terra e che svolgono un servizio tanto richiesto e delicato
specialmente nella nostra zona.
La giornata scelta, festa dell’Epifania,
è celebrata in tutto il mondo come la festa multi-etnica,
proprio perché la Chiesa ricorda l’incontro dei
sapienti Magi giunti dall’Oriente per trovare il piccolo
Gesù. Questa data è stata ripresa dall’incaricato
diocesano dei Migranti, don Mario Fornaro, d’accordo con
le Suore dell’ Istituto San Vincenzo per dare anche una
dimensione religiosa all’incontro.
Si è iniziato nella cappella dell’Istituto con
un momento di preghiera, tenendo conto che le moldave, tutte
ortodosse, festeggiano il Natale secondo l’antico calendario
giuliano che corrisponde al 7 gennaio. Quindi sono stati eseguiti
canti di Natale della loro terra e si è concluso con
un canto alla Madonna di Crea.
Don Mario Allario ha invitato tutti a fare
un pellegrinaggio, in primavera, al Santuario di Crea dove lui
stesso accoglierà i pellegrini. In due ampi saloni la
festa è continuata con canti popolari moldavi, danze,
panettone e spumante.
Giannina ha poi fatto la sorpresa di un regalo natalizio a tutte
le persone intervenute.
Grande gioia a CASALINO
La foto di gruppo della nostra "Estate Ragazzi"
che mi è stata inviata, ha risvegliato in me il ricordo di quelle
tre fantastiche settimane, trascorse presso l'oratorio di Casalino
ed ha rIportato nel mio cuore tutta la gioia di quei giorni.
Sono state settimane di lavoro intenso perché i bambini ed i
ragazzi che vi hanno partecipato, di età compresa tra i sette
e i tredici anni, richiedevano attenzione, cura ed impegno costanti;
ma più grande è stata la gioia di vivere che ci hanno saputo
comunicare con lo sguardo, il sorriso, il canto... Vi confesso
che, prima di cominciare, il Parroco, Don Paolo e i suoi collaboratori,
me compresa, nutrivamo seri dubbi sulla possibilità che la nostra
iniziativa riscuotesse un buon successo... Ma i fatti ci hanno
smentiti clamorosamente! Non solo i ragazzi sono venuti in tanti,
ma, dopo aver trascorso con noi i quindici giorni programmati,
hanno chiesto di prolungare l'Estate Ragazzi per altre due settimane!
In realtà, per ragioni organizzative, è stato possibile continuare
ancora per una settimana soltanto. E' chiaro che questi risultati
sono stati motivo di grande soddisfazione per Don Paolo e per
tutti gli organizzatori. Inoltre, l'esperienza vissuta quest'anno
è stata particolarmente positiva non solo dal punto di vista
della partecipazione, ma anche da quello educativo, perché tutte
le attività programmate sono state condotte con una precisa
finalità: quella di favorire la crescita integrale dei ragazzi,
operando sul piano fisico, psichico e spirituale, attraverso
il gioco, lo sport, la socializzazione e la preghiera.
Anche
il divertimento non è stato fine a se stesso. Il gioco, infatti,
per i bambini, è serio al pari del lavoro e può diventare oc-casione
di crescita e di maturazione. Imparare a rispettare le regole
comuni sviluppa la capacità di socializzare e aiuta a stabilire
nuovi rapporti di amicizia. Inoltre, coinvolti dalla creatività
del gioco, i ragazzi non rimangono inoperosi ad annoiarsi ma
si abituano ad una costante laboriosità ed acquisiscono l'attitudine
alla collaborazione. I più grandi imparano ad assumersi piccole
responsabilità nei confronti dei piccoli e a svolgere servizi
utili per il mantenimento dell'ordine e della disciplina. Un
aspetto educativo che abbiamo curato molto e sul quale abbiamo
insistito fin dall'inizio è il rispetto: un rispetto che non
riguarda solo le regole del gioco, ma si estende innanzitutto
alle persone, poi all'ambiente e alle cose; un rispetto che
si esprime nel comportamento, nel linguaggio, nell'utilizzo
e nella cura di tutte le cose, nostre e altrui; un rispetto
che si oppone al disordine, allo spreco e al consumismo. E'
evidente che in un ambiente cristiano come l'oratorio la più
importante tra le finalità educative consiste nel guidare i
bambini sulla via della fede favorendo lo sviluppo del loro
sentimento religioso e della loro personalità morale. Non potevano
dunque mancare in ogni giornata momenti dedicati alla preghiera
e ad una seria verifica partecipata e attenta. Ma, tra tutte
le esperienze vissute durante questa estate ragazzi, una, molto
importante, ha lasciato in me un segno profondo: è la scoperta
del grande bisogno, che i nostri giovani hanno, di trovare un
persona adulta, amica e paziente, disposta ad accoglierli e
ad ascoltarli, alla quale potersi aprire con fiducia e confidenza.
Ed io spero, proprio per la mia identità di "suora" cioè di
"sorella", nel senso cristiano del termine, di aver potuto contribuire
efficacemente a soddisfare questa loro esigenza. Sta di fatto
che tra tutti noi è maturato un clima di serena accoglienza
e di gioia contagiosa, capace di attrarre anche alcuni ragazzi
che negli anni precedenti erano rimasti fuori dall'oratorio,
assumendo atteggiamenti provocatori e offensivi nei nostri confronti.
Quest'anno, invece, si sono uniti al nostro gruppo con entusiasmo!
Considerando l'esito positivo del nostro lavoro non possiamo
che sentirci incoraggiati a ripetere questa bella esperienza.
Attendiamo, dunque, l'estate prossima, per ritrovarci tutti
insieme, con l'aiuto di Dio, in salute ed allegria!