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Quale è il criterio di veridicità per un giornalista?
Qual è il criterio di veridicità per un giornale?


Nei giorni scorsi abbiamo purtroppo notato che vi sono giornalisti e vi sono giornali, nel nostro caso LA STAMPA, che non tengono alcun conto della verifica dei dati appresi da fonti estemporanee, pur se l'argomento denota una certa atipicità. La notizia è inusuale, strana... come mai non si fa alcun tipo di riscontro? Forse perché essendo contro principi cari a tante persone in Italia, può fare scandalo e far vendere qualche copia in più? Ecco qui, forse la risposta.

Spiace e mette una certa inquietudine il pensiero che una persona, solo perché ha il potere di scrivere qualcosa e di venire pubblicata ( in tutta Italia e, via Internet, in tutto il mondo come è successo nel nostro caso ) abbia in mano la rispettabilità, l'integrità, la credibilità di tanti altri.
Come può un giornalista, con il suo giornale, arrogarsi il potere di rovinare altri con la menzogna più grossolana; di infangare tutto un ambiente e le attività ad esso legate con NOTIZIE assolutamente ( e ridicolmente, nel nostro caso) FALSE, dimostrando di non avere fatto la seppur minima ricerca per appurare il FONDAMENTO della notizia e, quindi, la SERIETÀ DELLA FONTE? Senza poi citare le contraddizioni evidenti, nel nostro caso, lungo l'articolo stesso e, ancor più, fra la prima e la seconda puntata dell'"inchiesta".

Succede, e succede qui in Italia, non in qualche regime disperso per il mondo.
Libertà di stampa: cosa significa? Mentire, calunniare, offendere, sapere di avere scritto il falso ma far finta di niente senza alcuna ritrattazione e scusa pubblica, tanto ciņ che conta è vendere?

Siamo allibite, non riusciamo a credere che ciò possa avvenire con tanta superficialità, tanta leggerezza, tanta ignoranza e presunzione.

• Ecco i dati:
Carcere Le Vallette Torino
ultimi due anni
volontariato penitenziario presso le persone detenute

• secondo LA STAMPA:
tra i volontari vi sono state moltissime Figlie della Carità, fra cui 7 ventenni: queste 7 hanno lasciato la loro Comunità per sposare 7 detenuti (anche loro coinvolti nella menzogna, con ancor meno possibilità di difendersi) poi qualche matrimonio è andato bene, altri no. Queste giovani erano troppo inesperte, anche perché entrano in comunità troppo presto: fra i 15 e i 25 anni..., e altre scemenze del genere.

• la verità dei fatti (basta consultare le Autorità Carcerarie e la Compagnia delle Figlie della Carità, Parigi, Rue du Bac 140, 75340 Paris Cedex 07, secretairegene@cfdlc.org):
le Figlie della Carità in servizio presso il Carcere Le Vallette di Torino sono state e sono anche oggi 4, e sono sempre le stesse da 9 anni, nessuna di loro è uscita dalla Comunità e quindi nessuna si è sposata,e nessuna di loro è una ventenne, ma tutte sono sopra i 50 anni, anche abbondantemente.

• contraddizione evidentissima negli stessi articoli (una fra le altre):
se le giovani suore sono ventenni (entrate tra i 15 e i 25 anni) come è possibile che una di queste 7 citate nel primo articolo abbia vissuto, prima del matrimonio, 23 anni di vita consacrata (come si legge nel secondo)??? O è entrata in fasce o neppure sua madre la aspettava quando è entrata in Comunità!!!

Credo che la "giornalista" in questione e il quotidiano LA STAMPA abbiano fatto un pessimo e cattivo servizio alla nobile causa del giornalismo, poiché fanno dubitare sulla serietà di tutto l'ambiente: sarebbe bastato pubblicare una semplice scusa riguardo il malinteso con l'intervistato, riguardo la mancata verifica dei dati, anche, chissà, un guasto tecnico, un computer impazzito che ha confuso le notizie... nulla, solo due parole a livello di e-mail personale... Non basta.

Apprezzavamo la lettura de LA STAMPA, essendo il giornale della nostra città, ma ora rischia per noi di non aver altro valore che quello della cartastraccia, poiché, evidentemente, come ha fatto con noi, può fare abitualmente con altri.

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