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GIUSTIZIA E PACE SI ABBRACCERANNO:
RECLAMIAMO I DIRITTI DEI POVERI



Nell’anno 2000, le Nazioni Unite (191 Paesi)  hanno definito



OTTO OBIETTIVI PER IL MILLENNIO


finalizzati allo sviluppo di migliori condizioni di vita per la popolazione mondiale
negli anni 2000 - 2015.

La lotta contro la povertà sembrava essere oggetto di un grande impegno internazionale,
ma le promesse del 2000 a tutt’oggi appaiono ardue da mantenere.

Paolo VI diceva già 42 anni fa: "Bisogna affrettarsi: troppi uomini soffrono,
e aumenta la distanza che separa il progresso degli uni
e la stagnazione, se non pur anche la regressione, degli altri
(PP 29).
Si danno, certo, situazioni la cui ingiustizia grida verso il cielo.
Quando popolazioni intere, sprovviste del necessario,
vivono in uno stato di dipendenza tale da impedir loro qualsiasi iniziativa e responsabilità,
e anche ogni possibilità di promozione culturale e di partecipazione alla vita sociale e politica,
grande è la tentazione di respingere con la violenza
simili ingiurie alla dignità umana
" (PP 30).

I Paesi in via di sviluppo, nella crisi attuale, subiscono attacchi speculativi
sui prodotti dell’agricoltura e dell’allevamento,
sulle materie prime, e non hanno nessuna risorsa interna per farvi fronte.
La crisi finanziaria ed economica è soprattutto crisi sociale.

Giovanni Paolo II scrisse: "L'amore per l'uomo e, in primo luogo, per il povero,
nel quale la Chiesa vede Cristo,
si fa concreto nella promozione della giustizia.
Non si tratta, infatti, solo di dare il superfluo,
ma di aiutare interi popoli, che ne sono esclusi o emarginati,
ad entrare nel circolo dello sviluppo economico ed umano.
... cambiando gli stili di vita,
i modelli di produzione e di consumo,
le strutture consolidate di potere
che oggi reggono
le società
", Centesimus annus 58.

Per vocazione, secondo il disegno di Dio,
le Figlie della Carità sono nate per rispondere alle emergenze,
"...vedono in coloro che soffrono,
che sono lesi nella dignità, nella salute e nei diritti,
dei figli di Dio, fratelli e sorelle con i quali sono solidali."(C.16c).
Assumiamo la causa dei Poveri, collaboriamo con chi difende i loro diritti.
C'impegniamo sul piano sociale a lavorare
per cambiare le strutture ingiuste che generano la povertà.

L'audacia dei Santi della Carità,
ha sempre trasformato i periodi di grande sconvolgimento
politico, sociale, economico, in opportunità per "investire" sulla Carità!

Cristo ci provoca alla scelta preferenziale dei Poveri.
Raggiungendo i Poveri dove sono, amando i più abbandonati e misconosciuti,
si aiutano a prendere coscienza della loro dignità e
a diventare loro stessi agenti della propria promozione.
Nei periodi segnati da avvenimenti molto duri, come guerre, calamità naturali, crisi…
la solidarietà vera, esce rafforzata dalla prova
e può divenire Carità, nel suo più alto senso!




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Grazie a suor Rita Ferri FdC, Economa Generale,
per la chiarezza e la lungimiranza del suo intervento all'Assemblea Generale 2009.



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