Madre Susanne Guillemin FdC, un "profeta"
tra noi

Madre Susanna Guillemin, nata il 16 ottobre 1906 e morta
il 28 marzo 1968, risplende ancora oggi in tutta la sua ricchezza interiore.
Ella aveva il carisma dei Profeti e lo ha vissuto con sorprendente audacia,
prudenza, grazia e semplicità da vera figlia di san Vincenzo e santa
Luisa.
Dotata di qualità naturali non comuni: equilibrio e
serenità, lucidità di giudizio, ampiezza di vedute, comunicazione
e dialogo, bontà, senso della storia e gusto del bello, ha impressionato
soprattutto per la sua straordinaria capacità contemplativa:
"Sono nata per questa unica
opera: contemplare Dio", amava ripetere.
Questo ricco "arredo personale" donava al suo stesso
portamento esteriore una elegante dignità: in lei tutto parlava di Dio
ed era evidente, in lei, l'azione di Dio sempre all'opera.
La sua profonda fede le donava sapienza, intelligenza, creatività, autorità.
Convinta che "l'evento è Dio", Madre Guillemin ha sempre alimentato
e suscitato uno straordinario ottimismo, proprio di chi sa vedere lontano, di
chi è chiaroveggente:
"Solo gli spiriti chiaroveggenti
e le volontà forti, sono capaci di obbedienza ".
Madre Guillemin sapeva liberare lo sguardo per scoprire Dio che opera nel
mondo ed in ogni persona. Con straordinario coraggio, senza vanità
o presunzione, tesa al futuro, affascinava e trascinava in avanti. Non amava
le mezze misure, ma ripeteva sovente che nel periodo post-conciliare, periodo
particolarmente ricco per la vita ecclesiale e per il mondo, tutto quello
che è mediocre è condannato a scomparire.
Quante volte alle Seminariste inviate nelle loro Province e Nazioni ripeteva
l'augurio di essere persone di Desiderio:
"Oh, non siamo di quei
cuori apatici, stanchi degli altri e di loro stessi,
cuori invecchiati e senza slancio, che non possono attirare la grazia,
perché non desiderano niente".
La passione per il mistero di Cristo la rese eloquente e
contagiosa, perciò educò le sue figlie alla contemplazione del
mistero di Cristo nei Poveri e quello dei Poveri in Cristo.
"Il Cristo che è
in noi dobbiamo darlo;
il Cristo che è nel Povero dobbiamo servirlo e ritrovarlo.
I Poveri! Bisogna innanzitutto vederli e scoprire i loro veri bisogni.
Quale attenzione e prevenienza accordiamo a Cristo incarnato nei nostri fratelli?
Rivolgiamo loro lo sguardo d'amore con cui li guarda Cristo! ".
Le sue parole bruciano ancora della Carità che la animava
.
Leggere, meditare, pregare le sue parole, deve risvegliare in tutti noi un senso
creativo di responsabilità nei confronti di questa magnifica eredità
che dobbiamo amare, consegnare, tramandare, mai tradire e tanto meno seppellire!
Madre Guillemin è il profeta che ha iniziato un lungo
percorso di crescita della Comunità aprendole il cammino di liberazione
verso la primitiva purezza.
È qui in mezzo a noi con il suo spirito e interpella la nostra coscienza:
"Incarnare quaggiù
la Carità di Cristo in tutte le nostre relazioni fraterne, apostoliche
e sociali"
per rinnovare la Compagnia nella sua bellezza genuina, come
Dio l'ha voluta.
Eleviamo la nostra preghiera perché diventiamo finalmente capaci di ascoltare
la sua voce profetica e di progredire nel discernimento e nella risposta coraggiosa
e convinta, ai segni dei tempi.
Mettiamoci in sintonia con la Madre e seguiamola nel tratteggiare la Figlia
della Carità ideale, quella sognata da Dio da tutta l'eternità:
contemplativa nell'azione, sollecita sulle strade dei fratelli, per incontrare,
amare e servire il Signore della Carità.
Grazie, Madre Guillemin, faro luminoso per ogni Figlia della
Carità, accompagnaci nel processo di rinnovamento e continua ad affidare
la Piccola Compagnia a Maria, perché la conservi fedele all'ultima raccomandazione
di santa Luisa sul suo letto di morte: "Abbiate cura del servizio dei Poveri!
"
suor RITA FERRI
Figlia della Carità