Il
3 febbraio 2008, suor Giuseppina Nicoli FdC è stata
proclamata BEATA.
"La carità ci fa volare,
giubilando.
Serviamo il Signore
allegramente confidando in Lui."
"Signore, nulla io sono davanti a Te!
Quando si scende nel proprio nulla, si trova la luce e la
Grazia.
Se ne esce trasformate...
La vera vita spirituale è questo vuoto che l'anima fa in
sé
con una totale abnegazione: vuoto che è riempito da Dio."
L'opera
di suor Giuseppina Nicoli è sorprendente per intensità,
qualità, quantità ed organizzazione.
La sua
attività instancabile si fondava sulla contemplazione
della viva presenza di Dio in ogni persona che incontrava,
e sulla fiducia del Suo intervento in ogni avvenimento.
Nulla per lei avveniva a caso. Gioie e dolori, consolazioni
e sacrifici, apprezzamenti e calunnie: tutto ella riferiva
a Dio e alla sua bontà. "Oh, quanto è
buono il Signore!", esclamava spesso.
Quanta
bontà, in particolare, suor Giuseppina portava
alla luce nell'animo dei suoi "Marianelli" -
i monelli di Maria -, oggi li chiameremmo bambini "di
strada", allora erano i "piccioccus de crobi".
Senza casa e senza famiglia, questi ragazzini vagavano
tra il porto e il mercato di Cagliari, in Sardegna, con
umili e pesanti servizi di facchinaggio. Con la loro cesta
("sa crobi"), guadagnavano pochi soldi e, abbandonati
a loro stessi, passavano le notti avvolti in giornali,
all'addiaccio. Suor Nicoli ne accolse a centinaia all'Asilo
della Marina dove era Suor Servente; non li allontanò
dal loro ambiente, ma stette loro vicino, li istruì,
preparandoli ad un lavoro dignitoso, e trasmettendo loro
i principi cristiani.
Nata
a Casatisma, in provincia di Pavia, il 18 novembre 1863,
battezzata pochi giorni dopo, il 22 del mese, a vent'anni
entrò tra le Figlie della Carità e l'anno
successivo fu inviata in Sardegna come insegnante nelle
scuole magistrali, presso il Conservatorio della Provvidenza.
Appena
trentenne fu colpita da TBC polmonare che lentamente la
consumerà nei successivi trent'anni di vita. A
36 anni fu nominata Suor Servente all' Orfanotrofio di
Sassari, che con lei fiorì di opere in favore delle
giovani e dei poveri di ogni genere. Nel 1910, venne nominata
Economa Provinciale a Torino e, 18 mesi dopo, fu scelta
come Direttrice del Seminario per formare le giovani che
entravano in Comunità. Dopo appena nove mesi, per
nuovi problemi di salute, fu ancora inviata in Sardegna.
Qui ebbe una grande prova: fu accusata ingiustamente e
rifiutata dal presidente dell' Orfanotrofio. Suor Nicoli,
in silenzio, si affidò ai Superiori, che la destinarono
all'Asilo della Marina, a Cagliari.
La sua
sofferenza fu feconda per altre opere esemplari: si dedicò,
oltre che ai ragazzi di strada, all'educazione della gioventù
femminile, che riuniva in associazioni:
raccolse
le giovani a servizio dei signori della città,
che venivano dai paesi ,
riunendole col nome di "Zitine", sotto la protezione
di santa Zita;
riunì
per esercizi e ritiri spirituali le migliaia di giovani
che lavoravano alla Fabbrica Nazionale di Tabacchi;
incentivò e allargò l'associazione delle
Figlie di Maria;
fondò in Italia la prima associazione di "Damine
della Carità"
e con loro animò l'assistenza domiciliare del quartiere
della Marina
e la colonia estiva al Poetto per i bambini scrofolosi
e rachitici;
si interessò delle giovani della borghesia, raccogliendole
nell'associazione delle "Dorotee",
consacrandole alla missione di testimonianza cristiana
nel mondo.
Le ragazze più motivate venivano invitate ad iscriversi
ai corsi di "Scuola di Religione", che aveva
organizzato per una conoscenza approfondita del cristianesimo
da parte delle future maestre.
Secondo
lo spirito e il metodo vincenziano suor Nicoli predilesse
l'attenzione alla persona e al suo rapporto con Cristo,
e lo testimoniò con la vita. Ella predilesse l'umiltà,
l'obbedienza ai suoi "venerati", "amatissimi"
Superiori perché espressione del proprio abbandono
a Dio, e l'appartenenza alla Comunità, sperimentando
la carità verso i Poveri come vero amore verso
il Signore.
"La
vera obbedienza
si riconosce per quella semplicità
che non cerca i motivi del comando,
quella generosità che non
fa distinzione tra un comando importante e un desiderio,
quell' umiltà che non ha
riguardo se non per Dio,
quell' allegria che rallegra
Dio stesso,
quella perseveranza senza
cui si è virtuosi solo a metà...
Il Crocifisso! Ecco il più bel trattato dell'obbedienza."
"Noi ci chiamiamo Figlie della Carità,
il che significa che noi deriviamo dal cuore di Dio.
Bisogna dimostrarlo con le opere..."
A 61
anni, suor Nicoli ritornò al suo Sposo. dopo essersi
letteralmente consumata nella carità, lei che faceva
bene "con la sua sola presenza".
Già
negli anni trenta fu introdotta la causa di beatificazione
dallo stesso Arcivescovo di Cagliari.
Il 28 aprile 2006, il Santo Padre Benedetto XVI autorizzò
la promulgazione del Decreto di eroicità delle
sue virtù.
"Ho
tanta allegria in cuore che mi è forza sorridere!
Soffrire non è una disgrazia, ma è essere
trattati come i migliori amici di Dio.
La croce è la maggior prova d'amore che ci possa
dare Dio.
Ringraziamolo sempre delle pene che ci manda,
e così gli contraccambieremo la prova d'amore che
egli ci dà inviandocele."
"Per santificare gli altri,
bisogna farsi santi,
altrimenti si potrà fare strepito, ma vero bene, mai!"
"Le croci sono sempre preziosi doni di Dio.
Tu mi dici che sei un carro rotto... Anch'io sono un carro
rotto,
ma tu vedessi come sono contenta!"
"Non so pregare, ma confido in Dio
e in Lui mi abbandono, così vivo tranquilla e lieta."
"La Figlia della Carità che trascura il bene
dei suoi poveri è omicida."
"La Figlia della Carità non si applica che
a consultare
i movimenti del cuore del suo Sposo
per regolare i suoi."
"Non lasciarti abbattere... Le stesse nostre debolezze
e miserie
debbono accrescere la nostra fiducia in Lui.
Viviamo tranquilli e contenti nelle braccia di Dio...
Egli é nostro Padre, nostro Tutto."
"Fa quello che puoi con gioia e tranquillità,
ed il resto prega la Madonna che lo faccia Lei stessa.
Oh, fanne l'esperienza e mi saprai dire quanto giova
affidarsi alla Madonna Santissima.
Di qualunque matassa, per quanto intricata,
si trova facilmente il bandolo
allorché ci si mette le mani."
"Noi dobbiamo essere gli Angeli Custodi dei Poveri,
e quindi ogni qualvolta essi si indirizzano a noi,
dobbiamo accoglierli con bontà
e nulla risparmiare per soccorrerli."
“Noi, Figlie della Carità, non ci apparteniamo
più:
noi apparteniamo ai Poveri,
tutto il nostro tempo deve essere a loro consacrato…
Quando siamo in tali disposizioni,
ci attiriamo la confidenza degli infelici.”
"Noi apparteniamo a Dio... Per questo, se non indirizziamo
a Dio
i nostri pensieri, i nostri affetti, le nostre azioni,
noi rubiamo ciò che gli appartiene."
"Non diciamo: - Sono sempre la stessa! - .
Noi navighiamo contro la corrente di un fiume.
Se non riusciamo ad andare avanti,
non diciamo: - Non faccio niente - .
Se facessi niente sarei trasportata via dalla corrente.
Se sono sempre qui è perché lotto contro la corrente, mi
sostengo,
avanzo, mi arricchisco di meriti."
"La parola è d'argento, quando è a proposito.
Ma spesso la parola è di ferro, di piombo;
spesso di argilla, di fango, immondizia avvelenata.
Il silenzio quasi sempre è d'oro:
ciarloni e santi nello stesso tempo è un fenomeno che non
sì è mai visto."
"Il segreto per divenire grandi santi è praticare le
piccole virtù,
facendo tutto bene, nel tempo e nel luogo,
nella maniera con cui Dio vuole.
Quale cosa dà il vero valore alle nostre azioni?
L'intenzione e l'affetto del cuore.
Fare tutto conformemente al volere di Dio è aver trovato
il segreto
di cambiare in oro e diamante la piccola moneta della vedova
del Vangelo.
La pratica delle piccole virtù ci libera
dall'orgoglio, dalla pigrizia, dall'ambizione."
"L'obbedienza è la mia cara libertà.
Obbediamo a Dio, e Dio è obbligato ad aiutarci."
"Il cuore è cieco senza la ragione."
"Diffidare di noi e confidare in Dio: ecco il segreto
per riuscire bene."
"Confida, confida molto in Lui
e tu sperimenterai che chi confida in Dio
non è mai deluso.
Abbandonati alla Provvidenza... Il buon Dio ci aiuta..."
"Quando l'anima è ridotta a non più contare
su se stessa,
Dio la riveste a poco a poco della sua forza.
L'anima allora rende a Lui tutta la gloria...
in tutto quello che fa o soffre per Lui."
"Tutto passa, si lasciano persone e luoghi, ma Dio
è dappertutto!"
"Una Suor Servente deve essere una vittima silenziosa,
paziente, generosa;
deve patire come vittima e compatire come madre."
"Devo procurare di pensare come Gesù,
di parlare come Gesù,
di rispondere come risponderebbe Gesù,
di operare come Gesù. "
"Trovo così bello lasciar tutta la responsabilità al
buon Dio,
considerandomi, quale veramente sono,
un cieco, vilissimo strumento nelle sue mani."
"L'umiliazione è la via che conduce all'umiltà...
E' l'umiliazione che mi fa capire che per me non vi è
posto più utile,
più sicuro, più meritevole, più desiderabile
dell'ultimo di tutti."
"Benediciamo sempre il Signore,
e serviamolo sempre fervorosamente e allegramente.
Il fervore alimenterà l'allegria e l'allegria conserverà
il fervore,
e gioverà allo stesso tempo alla salute materiale.
Oh, l'allegria è un gran rimedio...
Sta allegra, sta allegra, te lo ripeto.
Con l'allegria ci si sente meno il male
e si guarisce più presto. "
"Il cuore di chi ama Dio
è il sostegno della virtù;
la sua bocca l'interprete della verità;
la sua condotta
porta l'impronta di Gesù Cristo."
"Facendosi madre dei Poveri,
la vita ha un orizzonte molto più lieto."
"Praticherò, primo: la carità,
secondo: la carità,
terzo: la carità!"
"Se Voi, Signore, mi diceste:
- Che cosa desideri? -.
Io risponderei:
- Voi, mio Dio, e niente altro che Voi. - "
"Poiché Dio ci ha amato senza misura,
non mettiamo limiti alla carità verso i nostri fratelli:
Dio lo vuole."
"Si impara di più meditando un'ora la Passione
di Gesù che leggendo non so quanti libri ascetici. La virtù che non si acquista ai piedi della Croce, non è forte."
"E se il buon Dio volesse darci questa croce, dovremmo farci pena per questo?
Oh no! Non dovremmo forse accettarla,
non dico con rassegnazione, ma con gioia, sapendo ch'Egli
tutto dispone per il nostro meglio; sapendo che ogni sua disposizione è un effetto del suo grande amore?
Oh si! Il più delle volte ciò per cui noi sentiamo avversione,
ripugnanza, è un suo preziosissimo dono,
è un capitale che rende il cento per uno."
"Non ti augurerò felicità temporali.
Ti auguro di essere una copia,
tanto perfetta quanto è permesso a creatura umana, di Gesù dolce ed umile di cuore: sicché tu pensi come Lui, tu parli come Lui, tu ami come Lui,
tu operi come Lui."
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