Sono trascorsi ormai due secoli dalla nascita di quest'umile Figlia della Carità.
Caterina nacque il 2 maggio 1806 a Fain-les-Moutiers, paesetto della Borgogna di 200 abitanti. Era l'ottava figlia di Pietro e Maria Maddalena Labourè, lavoratori agricoli, che dopo Caterina, avranno ancora due figli. Una famiglia semplice, ma ricca d'affetto, in cui ben presto entreranno il dolore e la morte. Maria Maddalena in poco tempo lascerà i suoi figli soli col padre. La morte della mamma segnerà per sempre Caterina.
La santa della Medaglia Miracolosa, venerata oggi da migliaia di persone, che da tutto il mondo giungono alla rue du Bac, rimase sconosciuta per molto tempo. Il suo segreto fu svelato alla sua morte, avvenuta il 31 dicembre 1876, perché suor Dufès, sua Suor Servente scrisse i propri ricordi e suor de Geoffre la prima biografia. Padre Chevalier suo confessore, dopo padre Aladel, descrisse le apparizioni fino ad allora ignorate. La via per il riconoscimento della santità, la beatificazione e la canonizzazione di Caterina sarà, però, lunga e costellata di difficoltà.
Padre Pierre Coste, che ai tempi della beatificazione, era direttore degli Annali della Missione, pubblicò un articolo, che non firmò, nel quale espresse il suo scetticismo, circa la santità e la straordinaria esperienza di suor Labourè "Caterina amava i poveri vecchi che serviva e amava anche i suoi animali. Si occupava scrupolosamente della stalla e della latteria. I piccioni le ricordavano quelli che aveva lasciato alla casa paterna. Osservava perfettamente la regola, non diceva male di nessuno, era sottomessa e obbediente a coloro che avevano autorità. La sua semplicità e la sua umiltà riproducevano con fedeltà la semplicità delle buone figlie dei campi, come san Vincenzo le descrive nella sua conferenza del 25 Gennaio 1643. Dunque, niente di straordinario, nessun misticismo nel suo modo di fare. Le devozioni comuni le bastavano. Era pia, ma di una pietà semplice, in modo tale che alcune sue compagne sembravano più pie di lei, la pietà interiore le importava più delle apparenze della pietà."
La descrizione minimalista di padre Coste, invece di sminuire la figura di Caterina la rende più grande ai nostri occhi: senza volerlo il biografo di san Vincenzo fa un grande elogio a Caterina, descrivendola come una vera Figlia della Carità, semplice, umile, caritatevole.
Nella preghiera, Caterina trovava pace e forza per amare tutti. Perché per lei, pregare, servire e donare sono i tre aspetti dell' unico dono della propria vita a Dio.
Alla sua Superiora prima di morire disse:
"Sono stata solo uno
strumento. La Madonna non
è apparsa per me: se mi ha
scelta, essendo io così
ignorante, è perché non si
possa dubitare di lei.".
Maria è venuta per consolare i suoi figli, per portare speranza in un secolo pieno di rivoluzioni.
Ancora oggi, nella sua cappella, Maria attira ai piedi dell'altare di suo figlio tutti gli sfiduciati, gli ammalati, i delusi, gli sconfitti della vita, i poveri.
Tutte le mattine alle 7,45 quando si apre il portone della Casa Madre, entra la folla dei pellegrini, quasi correndo, incespicando, trascinandosi fino ai gradini dell'altare, per presentare alla misericordia infinita di Dio tutte le miserie di questo mondo.
I pellegrini si rivolgono alla Vergine Potente che tiene ciascuno di noi nelle sue mani; implorano la Vergine dei raggi, mettendo ai suoi piedi la loro vita fatta di dolore e di insicurezze. C'è il malato di cancro, il clandestino, il disoccupato, il malato mentale...
Ai piedi della Vergine potente, in un'urna di vetro, c'è il corpo di Caterina. La cappella è molto diversa da come l'ha conosciuta lei. Ora è molto più grande, piena di ex voto e di fiori che i pellegrini portano ogni giorno invece delle candele. Immagino quanto sarebbe stupita nel vedersi così presentata alla devozione del pubblico, lei così schiva, umile e semplice. Eppure ha una grandissima importanza per la Famiglia Vincenziana, lei che per tutta la vita non si è mai mossa da Reuilly, in quel tempo sobborgo tra i più miserabili di Parigi.
Mentre Caterina serviva i poveri vecchi, negli ambienti della società così detta civile, gli avvenimenti a lei legati passavano inosservati, ma l'influenza delle apparizioni sulla Famiglia Vincenziana ebbe un peso incalcolabile. Pensiamo soltanto alla fioritura di vocazioni nella Compagnia delle Figlie della Carità e dei Missionari, alla nascita dell'Associazione Mariana e l'enorme diffusione della medaglia nel mondo.
Senza dubbio la sua forza e la sua convinzione hanno contribuito alla comunicazione del messaggio di Maria. Se così non fosse non sarebbe riuscita a convincere padre Aladel, sempre reticente e prudente e a comunicare il messaggio di Maria.
Caterina è santa perché ha visto la Madonna o ha visto la Madonna perché era santa? Si può dire che le due cose camminano di pari passo. Caterina ha avuto una direttrice spirituale eccezionale: Maria. E' lei che ha condotto Caterina sulle strade della santità e Caterina è divenuta l' ambasciatrice di Maria. Ha testimoniato della sua Immacolata Concezione, raccogliendo inconsapevolmente una lunga tradizione nella Chiesa, che voleva la proclamazione di questo dogma.
Cosa ci comunica Maria con la sua medaglia? Ci dice che la Concezione Immacolata è profezia della vittoria del bene sul male, della giustizia sull'ingiustizia, della gioia sulla tristezza, della vita sulla morte. Possiamo attingere a questa ricchezza per colmare le nostre aspirazioni e i desideri più profondi del nostro cuore:
• Il desiderio di liberazione totale: quello, di cui Maria ha avuto il privilegio, lei che è stata riscattata in un modo unico ed assoluto, anticipando i meriti di suo Figlio.
• Desiderio di essere amati: l'amore di Dio che si rivela in Maria.
• Desiderio di felicità: La gioia che abita Maria, la prima creatura a beneficiare della nuova storia, che si apre per il mondo.
• Desiderio di senso: è la scoperta che Maria fa della vocazione divina di ogni persona umana, di tutta l'umanità e di tutta la creazione.
• Desiderio di bellezza infinita: quella che risplende in Maria e irradia dalla gloria del Creatore.
• Desiderio di impegno: ciò che vive Maria, donna impegnata, che ci ricorda la nostra vera vocazione.
Come Caterina guardiamo a Maria,
chiediamole la grazia
di condividere la sua bellezza interiore
che è fede, amore, coraggio,
fedeltà e carità.
Con Maria,
andiamo verso Cristo
che è
via, verità e vita.