Intervista a suor Rita Ferri
FdC
Figlie della Carità: ora una fiction televisiva
narra i modi nuovi di vita con i poveri
Lo spunto dato dalla figura della futura beata
Gabriella Borgarino,
presentata con il tentativo di nuovo linguaggio comunicativo
“Essere ancora più attente e camminare con la
gente” è il compito delle Figlie della Carità di S. Vincenzo
de Paoli nella realtà di oggi. Lo conferma suor Rita Ferri, Economa generale
delle Figlie della Carità, legando la spiritualità di suor Gabriella
Borgarino, di cui è in corso la causa di beatificazione, alla specifica
realtà di oggi di una Società di Vita Apostolica che conta 23
mila religiose ed è la più numerosa tra le Congregazioni femminili.
“Gli ospedali – spiega – sono per noi una
realtà in cui la nostra presenza è consolidata, anche se in Europa
va diminuendo. Ma per l’Europa i nuovi campi di impegno riguardano l’emarginazione
e lo sfruttamento delle donne, l’Aids, l’attenzione ai ceti meno
abbienti e alle ragazze madri. Ma siamo presenti soprattutto laddove ci sono
situazioni di povertà estrema, in tutto il mondo, ad esempio con tante
attività per gli orfani, in Asia, in America Latina, in Africa”.
“Tuttavia il fulcro sempre attuale della nostra prospettiva è Cristo,
riconosciuto, amato e servito nei poveri. La nostra consegna è essere
missionarie mobili e andare dove non c’è nessuno”.
Queste caratteristiche, secondo suor Rita Ferri, si ritrovano nell’esperienza
di suor Gabriella Borgarino, e per questo le Figlie della Carità hanno
deciso di presentare in maniera nuova la figura della religiosa. Per farlo hanno
affidato alla “Nova-T” dei Cappuccini italiani, la realizzazione
di un documentario. Ma alla fine la produzione ha puntato sul genere “fiction”
e il risultato finale, che verrà presentato ufficialmente nelle prossime
settimane, è una storia di un’ora in cui all’interno procedono
parallele due storie.
Da una parte c’è una consorella di suor Borgarino che racconta
la vita e la spiritualità della religiosa, con brani recitati da una
voce fuori campo tratti dalle sue lettere. Parallela scorre la vicenda contemporanea
di una donna, madre di famiglia, alle prese con i problemi della vita quotidiana
e scettica verso le risposte che possono venire dalla fede. E’ una stessa
attrice ad impersonare i due ruoli, a sottolineare come le due esperienze, apparentemente
antitetiche, in realtà possano integrarsi aprendo le persone alla speranza,
come accade alla fine del lavoro.
Sono due volti assai noti del mondo dello spettacolo ad essersi prestati volentieri:
si tratta di Silvia Budri nella doppia veste di madre di famiglia con problemi
e di suora Figlia della Carità; mentre la voce fuori campo che legge
passi delle lettere di suor Gabriella è Claudia Koll. “Mi ha colpito
la spontaneità dell’attrice che ha impersonato una di noi”
– spiega suor Rita Ferri che ha potuto visionare in anteprima il filmato.