TRAMMARI
ROCCO DE ROSA
Pianista e compositore lucano… una
sorta di “memoria sonora collettiva“, arcaica e
nello stesso tempo attuale,
indissolubilmente legata al sud dell’Italia, alla sua
cultura e alle sue tradizioni…
è il mare in tutte le sue accezioni possibili l’elemento
intorno al quale ruota tutto il lavoro.
Il mare che quando non separa e allontana fa incontrare e unisce
le culture, le lingue, i saperi (Trammari, Ir Dum,Tres pasos);
il mare come unica via di fuga dalla fame e dalla disperazione
che diventa luogo di morte per migliaia di emigranti,
corpi senza nome di cui nessuno saprà più nulla
(Mare Monstrum,);
il mare orizzonte da contemplare, come spazio meditativo (Sto,
Gading).
E “tra i mari” la terra, il sud, con i suoi colori,
i suoi suoni, i suoi drammi.
Il meridione con il suo tempo dilatato, la lentezza del pensiero
e dei gesti (Ritratto,Fragili derive, Timeless, Fratelli)
ma anche con la sua disperazione (Il Male Divino, Estuari) e
i suoi silenzi (Matera, Rosa di rabbia)…
LETTERE MIGRANTI
RADICANTO
Negli ultimi quindici, vent'anni i migranti
per noi italiani,
sono diventati gli altri.
Abbiamo lentamente cominciato a disconoscere la nostra storia
di emigrati e immigrati
arrivando oggi pressoché a negare ad altri
lo stesso diritto di tutelare la propria dignità umana
e costruire il proprio destino lontano dal luogo dove si é
nati.
Oggi, il nostro progetto artistico vuole improntarsi radicalmente
all’apertura della propria identità culturale alle
altre.
Non dimentichiamo di essere stati migranti per necessita
e facciamo tesoro di quell'esperienza,
per sconfiggere diffidenza e paura
che oggi regolano i rapporti con chi é diverso,
cercando e incontrando l'altro per mezzo della musica.
Le lettere migranti erano e sono, forse, ancora piene soprattutto
di nostalgia, di smarrimento, ma anche di lotta e di speranza.
Nel dare voce a tutto questo, intendiamo esprimere gratitudine
ai nostri padri
e massimo rispetto per chi vive adesso la loro stessa esperienza
di sradicamento.
Radicanto
DA QUESTA PARTE DEL
MARE GIANMARIA TESTA
Un album con un unico tema: le migrazioni moderne. Poesia aperta e sincera sui movimenti dei popoli che attraversano questi anni. Sulle ragioni, dure, del partire. Sulla decisione, sofferta, di attraversare deserti e mari. Sul significato di parole come "terra" e "patria" e sul senso continuo di sradicamento.
Una voce ruvida,
corde ora accarezzate, ora strappate,
e quel clarinetto che si perde nel silenzio, gli da inizio e ne riparte...
morbide percussioni, archi ad avvolgente tappeto e fise danzanti...
La convinzione di scrivere e suonare di gente itinerante,
non migliore o peggiore del nostro vicino di casa,
semplicemente differente... per lingua, per cultura, per modo di vestirsi...
ma come noi per cuore o per capacità di pensare e bisogno di pregare...
AMATA TERRA MIA RADIODERVISH
Il cd audio contiene le versioni inedite,
cantate in italiano e arabo, di due canzoni di Domenico Modugno:
"Amara terra mia", sulla migrazione italiana (i cui
arrangiamenti sono curati dai Radiodervish e da Franco Battiato)
e "Tu si na cosa grande". Inoltre, vi è la registrazione
dal vivo di "Amara terra mia - essere umani in costante movimento"
interpretato dai Radiodervish insieme all'attore Giuseppe Battiston,
uno spettacolo che narra di terre, viaggi, partenze e approdi.
Parole e musiche che raccontano i legami tra Oriente e Occidente,
la precaria mobilità e la fragilità di essere umani
in costante movimento, non soltanto fisico e corporeo, ma anche
psichico e intellettuale.
"Nei registri della MENSA SACRO CUORE di Torino,
accuratamente aggiornati dalla fondatrice
suor VINCENZA DEGANO, FIGLIA DELLA
CARITÀ
friulana dal
grande cuore
e dalla grinta da "carabiniere", troviamo nell'immediato
dopoguerra il nome di Domenico
Modugno
che negli
anni del suo primo impatto con la capitale dell'auto, trovandosi
senza adeguati mezzi e per di più ancora sconosciuto nel
mondo dei cantautori, ebbe a frequentare il refettorio di via
Brugnone, senza staccarsi dalla sua amica fedele: la chitarra."
Loris Buczkowsky, "La voce
del popolo", Torino 15 dicembre 2002
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